Compagnia Balestrieri di Assisi
Presidente: Giulio Benincampi

Assisi, Piazza del Comune, Torre civica
+39 348 7825604
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www.balestrieriassisi.it

La Compagnia

La Compagnia Balestrieri di Assisi nasce il 29 giugno 1980 e riprende l’arte del sagittare che per secoli garantì la libertà comunale riproponendo la tradizione di quest’arma micidiale a scopo di spettacolo incruento.

Lo stendardo è inquartato, ove il guelfo leone di Assisi è in campo rosso ed una rosa di verrette e balestre è in campo blu. E’ una delle compagnie fondatrici della L.I.T.A.B. ed è costituita da oltre sessanta Balestrieri, un corteo di splendide Dame e Cavalieri, Tamburini, Sbandieratori, Musici, Danzatrici, Arcieri, Danze delle spade e giochi di fuoco per un totale di circa duecento costumanti. Ha organizzato il Campionato Italiano nel 1987, 1993, 1998, 1999. Ha ottenuto il titolo nazionale a squadre negli anni 1985, 1986, 1987, 1998, 2005, 2010 e vanta, tra i propri Balestrieri, ben sette campioni italiani nel singolo.
La tradizione della balestra è stata ripresa in occasione di un evento sportivo a scopo ludico, anche se tali gare, nel medioevo, costituivano un incentivo all’esercizio ed al perfezionamento della capacità di tiro.
Un documento in Assisi che ne fa menzione, in tal senso, risale all’anno 1452.
Durante la Pentecoste veniva fatta una festa che coinvolgeva tutta la Diocesi e si svolgeva in San Rufino in occasione della Prima Comunione ai bambini delle parrocchie. Per l’occasione veniva disputato un “Palio della balestra” ed il vincitore riceveva ricchi premi.
Esistono, però, anche altri documenti che parlano delle gare con la balestra in Assisi fin dal 1319 ove, tra l’altro si trova scritto “stabilito che nessuno osi con qualche arco o balestra saettare nella Piazza di San Francesco”.
Tale tradizione si disputa oggi ultimo venerdì, sabato e Domenica di Agosto, con il “ Palio di San Rufino” che ha inizio con la festa in piazza del sabato precedente, il mercatino medioevale sapientemente allestito in Piazza del Comune e nei vicoli più significativi adiacenti, la cena rievocativa a testimonianza della ospitalità riservata ai balestrieri delle città limitrofe,  del sabato con spettacoli medioevali, tiro del Palio della Domenica, gara disputata tra i balestrieri dei tre terzieri in cui si riconosce la Compagnia.


Città di Assisi

Le tracce più antiche della presenza umana nel territorio assisiate risalgono al Neolitico.
Numerosi reperti archeologici indicano che Assisi trae le sue origini da un piccolo villaggio abitato dagli Umbri già nel periodo villanoviano (IX secolo a.C.|IX – VIII secolo a.C.). i quali intrattenevano profondi rapporti (soprattutto commerciali) con i vicini Etruschi, stanziati sulla sponda occidentale del Tevere, dai quali differivano, però, per lingua e cultura.

I Romani nel 295 a.C., con la battaglia del Sentino, imposero definitivamente il loro dominio anche nell’Italia Centrale. La città umbra ebbe il nome di Asisium e fu monumentalizzata a partire dal II secolo a.C. Nell’89 a.C. divenne municipium e fu un importante centro economico e sociale dell’Impero romano. Con il crollo dell’Impero romano anche Assisi conobbe la buia età delle invasioni barbariche e, nel 545, fu saccheggiata dai Goti diTotila. Conquistata dai Bizantini, passò poco tempo dopo (568) sotto il dominio longobardo e venne annessa al Ducato di Spoleto, del quale condivise le sorti fino all’inizio del XII secolo.
Dopo un periodo di guerre, nel 1174 fu assediata e conquistata da Federico Barbarossa, che diede l’investitura della città al duca Corrado di Lutzen, detto anche Corrado di Urslingen: Assisi divenne dominio imperiale, ma sollevazioni popolari (1198) inaugurarono ben presto l’epoca comunale, non senza lotte interne e guerre con la vicina Perugia. Tra 1181 e il 1182, nasce ad Assisi Francesco – figlio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica – il futuro santo che, con la sua opera, segnerà la storia del luogo e dell’umanità.

Durante la fine della prima metà del Duecento l’Assisi guelfa subì vari assedi da parte delle truppe saracene e tartare facenti parte del grande esercito di Federico II di Svevia. Negli anni a seguire Assisi vide alternarsi al controllo della città guelfi e ghibellini. Successivamente la città passò sotto il dominio della Chiesa, dei Perugini, di Gian Galeazzo Visconti, dei Montefeltro, di Braccio Fortebraccio da Montone, passando infine sotto il controllo di Francesco Sforza.
Nel novembre del 1442 Assisi, difesa in quel periodo da Alessandro Sforza, subisce l’assedio delle truppe comandate dal Piccinino. Dopo molti giorni di vani tentativi le truppe assedianti, anche grazie all’aiuto di un frate traditore, riescono a penetrare all’interno della cinta di mura. Assisi viene pesantemente devastata e saccheggiata ma il Piccinino si oppone comunque alla completa distruzione della città rifiutando i 15000 fiorini offerti dai perugini. Le fazioni de Sopra (schierati con i Ghibellini) e dei Fiumi (della Parte de Sotto legati ai Guelfi) si fronteggiarono fino al XVI secolo quando la conquista dell’Umbria da parte di papa Paolo III restituì alla città un periodo di pace e tranquillità.

Al colmo del suo splendore comunale venne dilaniata dalle lotte tra Parte de Sotto legata ai Guelfi e Parte de Sopra schierata con i Ghibellini che si fronteggiarono fino al XVI secolo. Per mettere fine a queste lotte intestine, il governatore Andrea Cruciani ridivise la città in tre Terzieri a cui vennero imposti i nomi di S. Francesco, S.Rufino, Divine Marie. Ed è per rievocare questa storica decisione che la Compagnia Balestrieri tutti gli anni nell’ultima settimana di Agosto disputa una gara tra terzieri denominata “Palio di San Rufino”. Nel medioevo, infatti sul sagrato del Duomo il 2 di Agosto, festa del Santo Patrono San Rufino, veniva disputato il Palio della Balestra, le cui documentazioni risalgono al 1452 con la partecipazione di balestrieri provenienti anche dalle città limitrofe quali Borgo San Sepolcro, Gubbio, Iesi, ecc.


Rassegna Stampa

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Eventi

Palio di San Rufino. La denominazione di tale evento si perde nei secoli scorsi; di certo si sa da manoscritti presenti nell’archivio storico della nostra città che attestano la nascita di una Compagnia di Balestrieri sotto l’egida del Comune di Assisi datata 1542 ove si leggevano iscritti ben quarantasette balestrieri ove si legge ancora il regolamento al quale dovevano attenersi durante le gare e dal quale si è preso, in gran parte, lo spunto per il regolamento tecnico che tutt’oggi vige nella nostra Compagnia.

Il luogo prescelto per questa gara era, ed è, il Sagrato del Duomo e Cattedrale di San Rufino che rappresentava, al tempo, il luogo d’incontro per tutte le riunioni cittadine. Lo svolgimento del palio, è preceduto da una giornata dedicata alla inaugurazione alla presenza delle più alte autorità Civili e Religiose della Città a testimonianza dello stretto legame della Compagnia con il proprio territorio e dalla conferenza stampa.  Prevede, durante la settimana, festeggiamenti, in preparazione delle due giornate conclusive, con spettacoli dei vari gruppi della Compagnia che animano la Piazza e le vie del Centro Storico, del già citato mercatino Medioevale nonché la possibilità di visitare una mostra che tratta un argomento attinente l’evento, diverso ogni anno. L’intera Compagnia, nel pomeriggio del Sabato sfoggia il meglio di se con un corteo accurato che dalla Piazza del Comune muove salendo verso la Cattedrale ove è accolta dal Vescovo per la celebrazione della Santa Messa culminante con l’investitura solenne dei nuovi Balestrieri, il battesimo dei nuovi nati in seno alle famiglie dei balestrieri e la benedizione dei Vessilli.

A seguire la Piazza si trasforma in un banchetto che vuole emulare l’ospitalità che veniva riservata agli invitati ai quali risulta fosse riservata anche una dose di biada per i loro cavalli.

Al termine della cena la piazza si trasforma rapidamente, come per magia, in arena ove ha luogo uno rappresentazione teatrale a cura dei gruppi della Compagnia reso suggestivo da narrazione intrecciata con spettacoli di fuoco.

La Domenica, ancora una volta, la piazza muta il proprio aspetto; in essa viene allestito  il campo da tiro con le tre postazioni e abbellito dai vessilli dei rioni.
Nel primo pomeriggio il corteo muove ancora dalla piazza del Comune per portare i Balestrieri alla disputa del Palio accompagnati e sostenuti dai figuranti che assisteranno alla gara durante la quale si esibiscono anche i vari gruppi. Al Terziere vincitore va il Palio costituito da un pregiatissimo dipinto opera di valenti artisti che ambiscono farne omaggio mentre al vincitore della gara individuale va l’ambita “balestrino d’argento”. I Pali vengono gelosamente custoditi quali preziosi beni a testimonianza ed a prezioso tesoro della Compagnia.