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Gruppo Arcieri, Balestrieri Storici e Corte Roveresca di Mondavio

By | Balestra Manesca

FONDAZIONE

1999

ADESIONE

1999

PRESIDENTE
  • Campolucci Sylvie
TELEFONO
  • +39 338 4112060
EMAIL
  • turismo@mondavioproloco.it

La compagnia Balestrieri nasce all’interno del Gruppo storico in risposta alla necessità di offrire una ulteriore proposta nello spettacolo che la Pro loco di Mondavio andava promuovendo (rappresentazioni di vita rinascimentale).

Partita con pochi elementi e strettamente collegata al gruppo storico nei primi anni; successivamente ha cominciato a muoversi in autonomia. Sia verso la LITAB che verso altre forme di intrattenimento di cui negli anni si era venuto a creare una richiesta in tal senso.

Si è incominciato a ricreare e proporre “accampamenti di tipo militare” dove accanto a scene di vita quotidiana di un istallazione militare è presente anche la possibilità di provare la balestra. Inizialmente solo campi di tiro e poi via via anche ambientazioni di vita all’ interno del campo.

Iniziativa sempre più apprezzata negli anni che ha permesso di estendere il raggio di azione della proposta offerta sempre più lontano dalla propria area geografica.

La possibilità di utilizzare un “accampamento” è stata valorizzata anche dalla Pro Loco di Mondavio nell’ambito della sua manifestazione di rievocazione storica “Caccia al cinghiale”. Inoltre, durante la manifestazione organizza una gara tra contrade cittadine nello scenario della rocca roveresca.

Nell’anno 1999 la Compagnia balestrieri (attraverso la Pro Loco di Mondavio) si è iscritta alla LITAB e ha cominciato a partecipare alla vita associativa della federazione e ai vari tornei di balestra manesca. Dopo un periodo di esperienza e praticantato sono arrivate le prime soddisfazioni.

Negli ultimi anni la compagnia ha promosso e gestito un proprio torneo ,in abito LITAB, collegato alla rievocazione storica dove aveva il compito di inaugurare le giornate dell’evento.

Successivamente si è sentita l’esigenza di renderlo autonomo e quindi di spostarlo in altro periodo dell’anno al fine di inserirlo dentro la programmazione della federazione.

Negli ultimi anni la compagnia ha iniziato un ricambio generazionale che permetterà di continuare la propria attività negli anni a venire con rinnovata energia.

Il comune di Mondavio sorge su di un colle, a circa 20 km dal mare Adriatico, da cui si può benissimo vedere il monte Catria ed il Nerone. Il paese si trova tra due fiumi marchigiani, alla destra del Metauro ed a sinistra del Cesano, al centro delle rispettive vallate.

Fa parte della comunità Montana del Metauro.

Il nome di Mondavio si riscontra per la prima volta in un documento del 1178 e successivamente in un registro vaticano del 1289. Capoluogo di Vicariato con giurisdizione su ventiquattro castelli, conobbe diversi domini, tra cui quello dei Malatesta, di Alessandro Piccolomini, di Giovanni della Rovere, di Lorenzo de’ Medici e della città di Fano.

Il comune di Mondavio è stato insignito da luglio 2003 del riconoscimento della Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra, del Touring Club Italiano.

Ha molti punti di interesse tra opere religiose e civili:

  • Ex convento dei Cappuccini (1578) ) La Chiesa e il Convento recuperati e ristrutturati sono utilizzati come complesso ricettivo per convegni e congressi. I beni artistici che erano qui presenti sono custoditi nel Museo Civico di Mondavio.
  • Chiesa di San Francesco(1292/1700) Trasformata più volte nel tempo sino all’attuale configurazione del 1700, ha un’architettura semplice e maestosa, con tracce di barocco. La facciata è al rustico di cotto rosso antico, con contrafforti ai lati; singolare è il campanile affusolato a forma di pannocchia.
  • Collegiata dei Santi Pietro e Paterniano (1300/1563) L’edificio risale al 1300. È stata poi ristrutturata nel 1563; l’ultimo ampliamento è del XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Maria della Quercia (1500) La chiesa contiene interessanti affreschi del XVI secolo attribuibili ai pittori Presutti di Fano.
  • Rocca Roveresca (1482-1492, Francesco di Giorgio Martini). Il mastio ad otto facce domina la maestosa fortezza e si collega ad un camminamento, protetto da un torrioncino. Le sale interne conservano ancora, per la maggior parte, la pianta originale e sono attualmente utilizzati come spazi espositivi e museali, tra cui un’importante armeria.
  • Teatro Apollo (1600/1800) Il teatro fu costruito alla fine del XVIII secolo all’interno della quattrocentesca chiesa di San Filippo Neri e radicalmente ampliato nel 1887
  • Palazzo municipale: Coevo al convento francescano, conserva nella Sala Consiliare la preziosa pala della Madonna con Bambino di Carlo da Camerino del 1385, e al soffitto ha gli stemmi di Mondavio e dei dodici comuni del mandamento, creato nel 1860
  • Castello di Sant’Andrea di Suasa: Piccolo borgo con cinta muraria medioevale a 9 km dal capoluogo. Di antica origine benedettina fece parte anche del vicariato di Mondavio oltre ad essere stato comune fino al 1869

Tra le manifestazioni principali la rievocazione storica “Caccia al Cinghiale”. E’ una rievocazione storica che si tiene a Mondavio dal 12 al 15 Agosto. La manifestazione storica rievoca l’arrivo a Mondavio di Giovanni Della Rovere per la presa di possesso del vicariato, dono del Papa Sisto IV, in occasione delle nozze con Giovanna Feltria, figlia di Federico da Montefeltro. Filo conduttore è il Gruppo Arcieri, Balestrieri Storici e Corte Roveresca, creato in memoria di quei personaggi del passato che si sono distinti nel campo militare, nelle umane lettere, nelle leggi, e sono stati consiglieri di illustre famiglie italiane ed estere. Un importante evento che si tiene durante la manifestazione storica è l’immancabile banchetto rinascimentale, dove i commensali, vestiti appositamente, sono graditi ospiti di un personaggio che rappresenta il Duca Giovanni della Rovere, mentre musici e giullari allietano la serata e le ancelle e gli scalchi servono pietanze d’altri tempi. La festa raccoglie diversi spettacoli organizzati da giocolieri e maniscalchi, prima di godersi l’ormai celebre “Spettacolo dei Suoni e Luci” che ogni anno racconta una storia della mitologia classica rappresentativa dell’epoca e che culmina in un boato di fuochi d’artificio e nel simbolo principale della rievocazione: l’incendio alla Rocca roveresca.

Sede

Piazza Giacomo Matteotti, 15
Mondavio, PU

Eventi

Torneo di balestra Manesca “Giovanni della Rovere” Memorial Messer Veleno”

Agosto

Compagna Balestrieri San Michele – Mondaino

By | Balestra Manesca

FONDAZIONE

2001

ADESIONE

2001

PRESIDENTE
  • Bertuccioli Tiziano
TELEFONO
  • +39 339 8809635
EMAIL
  • tiziano@bertrom.it

La Compagnia Balestrieri San Michele di Mondaino è stata fondata nel 2001 da un gruppo di appassionati soci della locale Pro Loco e dalle quattro contrade mondainesi (Borgo, Castello, Contado e Montebello), organizzatrici del Palio del Daino.

La Compagnia prende il nome dal Santo patrono di questa terra, posta a confine tra Romagna e Marche.

Nel periodo medievale e rinascimentale i Malatesta di Rimini ed i Montefeltro di Urbino si contesero, con aspri scontri, la possente fortificazione che dominava questi luoghi.

Non vi sono notizie storiche, che parlano espressamente di balestrieri mondainesi, (buona parte dell’archivio parrocchiale è andato distrutto durante il secondo conflitto mondiale), tuttavia è certa la loro presenza, poiché lo stesso fortilizio era vigilato da una guarnigione armata, posta a controllo e tutela di queste terre di confine. Nello stendardo della Compagnia compare la rosa malatestiana, uno dei simbolo dei Malatesta signori di Rimini.

La Compagnia composta da 14 balestrieri armati di balestra manesca, interagisce con il Gruppo dei Musici del Corteo Storico di Mondaino, formato da 12 tamburi e da 8 chiarine, ed è iscritta alla L.I.T.A.B. dal novembre 2000.

Su un’alta collina della media Valconca, a 10 km dal mare adriatico dove un tempo pascolavano i daini e sorgeva un tempio dedicato a Diana, dea della caccia e protettrice delle selve, nacque un paese.

Il “monte dei daini” divenne un caposaldo della Signoria dei Malatesta sui confini con le terre dei rivali Montefeltro, duchi di Urbino.

Mura e porte fortificate, una potente rocca e tutta la struttura del paese ci parlano di questo passato che ogni anno rivive in una delle rievocazioni storiche più curate e coinvolgenti di tutta la Signoria e dell’intera Emilia Romagna.

Ma la storia ha regalato a Mondaino belle cose anche nei secoli successivi, come la sua singolarissima piazza circolare, i suoi palazzi e le chiese.

Il paesaggio fatto di campagne e macchie è ancora integro e rurale, pronto per essere attraversato e apprezzato in tutte le stagioni.

Sede

Via Roma, 6
Mondaino, RN

Eventi

Campionato Mondainese di Balestra Manesca

Agosto

Compagnia Balestrieri Iglesienti

By | Balestra Antica da Banco

FONDAZIONE

2001

ADESIONE

2001

PRESIDENTE
  • Mauro Cicilloni
TELEFONO
  • +39 339 5862687
EMAIL
  • maurocicilloni@alice.it

La Compagnia Balestrieri Iglesienti è stata fondata nell’anno 2001 grazie a un accordo, che ha permesso alla Città di Iglesias di essere accettata nella LITAB, tra le due Compagnie di balestrieri ufficiali presenti in città, la Società Balestrieri Villa Ecclesiae e l’Associazione Balestrieri di Iglesias, con l’Associazione Culturale “Società Quartieri Medioevali Villa Ecclesiae” in quanto titolare e organizzatrice dell’Estate Medioevale Iglesiente dall’ultimo sabato di luglio al 13 agosto di ogni anno.

La Compagnia è composta da circa quaranta balestrieri che si sfidano ogni primo sabato di agosto in occasione del “Torneo della Balestra Città di Iglesias”. La manifestazione si svolge ogni anno in occasione dell’Estate Medioevale Iglesiente, rievocando le gesta dei centocinquanta balestrieri che, come riportato nel “Breve di Villa di Chiesa” e nei documenti storici dell’epoca, difesero strenuamente e con successo le mura dell’antica “Villa di Chiesa” sino al 1324, in cui si arresero agli Aragonesi con l’onore delle armi. I balestrieri Iglesienti, nel Torneo della Balestra, si confrontano suddivisi nei quattro quartieri storici (Castello, Santa Chiara, Fontana e Di Mezo) di cui era composta l’antica Iglesias.

L’affiliazione alla Lega Italiana di Tiro alla Balestra è stata ufficializzata nel 2002, anno in cui la Compagnia ha partecipato al suo primo Campionato Nazionale nella Città di Amelia.

La Compagnia Balestrieri Iglesienti, dalla sua costituzione ha sempre partecipato regolarmente ogni anno ai Campionati Italiani organizzati sotto l’egida della LITAB.

La Compagnia Balestrieri Iglesienti organizza e gestisce, per conto di Amministrazioni Pubbliche e Comitati Organizzatori, manifestazioni storico culturali in occasione di eventi, sagre e ricorrenze varie.

La C.B.I. può mettere a disposizione Balestrieri, Arcieri, Armati, Figuranti, Musici per esibizioni di tiro con la balestra antica da banco, esibizioni di tiro con la balestra antica manesca, dimostrazioni di tiro con l’arco storico medioevale, combattimenti di scherma medioevale, Cortei storici e rievocazioni di eventi storici documentati. Il simbolo della Compagnia al centro ha lo stemma regio della Città di Iglesias con sopra la balestra e le armi in sua difesa, in basso, racchiuso in un triangolo color argento, un piccone a simboleggiare l’antico sfruttamento delle importanti miniere argentifere, il tutto racchiuso in uno scudo con i bordi contornati di rosso e di blu, colori ufficiali della città.

Iglesias è ubicata nella Sardegna sud-occidentale, nel vasto territorio denominato Sulcis Iglesiente comprendente ampie e fertili vallate del Cixerri. Abitata sin dall’antichità, nel suo ambito comunale, si trovano ben 95 siti archeologici, abbracciando un arco di tempo che varia dal prenuragico al medioevo, continuando sino all’epoca moderna e contemporanea. Questo ci fa pensare che la presenza dell’uomo, senza soluzione di continuità, è dovuta principalmente alla ricchezza del sottosuolo.

Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio Iglesiente risalgono al periodo Neolitico. Nel periodo del Bronzo sono stati trovate anche ossa umane. Frammenti ceramici e altri oggetti metallici.

È accertata la presenza di Fenici (600 d.C.), Cartaginesi (700 d.C.) e sono assai comuni le testimonianze romane. La storia di Iglesias è sempre stata strettamente legata allo sfruttamento delle miniere: Fenici, Punici e Romani sono stati molto interessati allo sfruttamento intensivo di tali ricchezze e con la decadenza di Roma, si giunse a una crisi di tutta la regione mineraria.

Bisognerà aspettare dopo l’anno 1000 per ritrovare un interesse allo sfruttamento delle miniere da parte della società mercantile che si appoggiava alle repubbliche marinare. Il nome della città di Iglesias data era dapprima denominata Villa di Chiesa, e anche Villeclesia.

Con le nuove costruzioni sorsero chiese in così grande numero da fare prendere il nome al centro abitabile. La popolazione divenne in breve tanto numerosa che il paese fu considerato come uno dei più importanti del giudicato di Cagliari. Al tempo dello splendore delle repubbliche marittime italiane la città si trova denominata Villeclesia Argentaria, i Pisani gli aggiunsero il secondo nome non tanto per l’argento che si trovava abbondante, ma perché il piombo, allora, che si scavava nelle miniere stesse, prendeva il nome di argentiere.

Sull’origine di Iglesias, sino a poco tempo fa si pensava che la sua nascita fosse databile al 1272, riferendosi a un documento creduto il più antico e custodito nella Chiesa di San Lorenzo di Genova. Invece risulta un documento più antico del 1218 in cui Papa Onorio III cita il grande Monastero di San Saturno. Il Monastero di San Saturno, oggi Santuario della Madonna delle Grazie è situato sulla sommità di una collina, interamente edificata, nel centro storico d’Iglesias.

Il centro storico, racchiuso entro una cinta muraria con 22 torri (costruita durante la dominazione dei Conti Donoratico della Gherardesca), si presenta ancora come uno dei più ragguardevoli della Sardegna con le sue belle Chiese, palazzi e vicoli caratteristici con la Rocca Salvaterra a dominarlo. All’interno della cinta muraria abbiamo anche la Cattedrale di Santa Chiara edificata dal Conte Ugolino della Gherardesca e la Chiesa di San Francesco, mentre fuori le mura, annoveriamo altri antichi luoghi di culto, quali Sant’Antonio Abate (sec. X-XI), Nostra Signora di Valverde (sec. XII-XIII), SS. Salvatore (sec. IX-X).

Iglesias, libero Comune e citta Regia della Sardegna, è attualmente capoluogo di provincia. La sua popolazione è di circa 29 mila abitanti, la parte attiva di essa lavora nell’industria, nei servizi (scuole, banche, ospedali, uffici, ecc.), nell’agricoltura e nella pastorizia, nell’artigianato e nel commercio.

Particolarissimi gli antichi gioielli, infatti, Iglesias è stata la patria dell’arte orafa e argentiera della Sardegna.

Intorno ad Iglesias possiamo notare le splendide campagne, stupendo è il complesso naturalistico del Marganai e il suggestivo Lago Corsi, le bellissime coste di Iglesias con i Faraglioni di Nebida e il suo panorama mozzafiato, il fantastico Faraglione di Pan di Zucchero e le innumerevoli calette e insenature incontaminate. Una delle attrazioni turistiche più spettacolari sono le escursioni e le visite guidate in alcune particolari gallerie delle miniere oramai dismesse in accattivanti percorsi che attirano migliaia di turisti.

Sede

Via Giuseppe di Vittorio, 3
Iglesias, CI

Eventi

Torneo della Balestra Città di Iglesias

Agosto

Compagnia Balestrieri Waldum

By | Balestra Antica da Banco

FONDAZIONE

1987

ADESIONE

1988

PRESIDENTE
  • Ragugini Stefano
TELEFONO
  • +39 347 8792328
EMAIL
  • info@balestrierigualdo.it

A Gualdo Tadino l’uso della balestra come strumento da guerra è documentato sin dalla fine del Trecento.

Nel 1393, il capitano di ventura Gualdana di Pietro, assoldato come Conestabile dalla città di Perugia, portò una milizia di soldati a piedi da Gualdo che contava alcuni balestrieri.

Nella metà del Quattrocento la balestra a scopo bellico è presente in due inventari degli armigeri presenti nella Rocca Flea (1455 e 1459): “quindici balestre grosse da molinello […] 1264 verrettuni ferrati […] doy croci de legne per balestre a bancho […]quatro banchi forniti da carcare balestre..”.

Inoltre, il tesoriere della Camera Apostolica forniva alla città sei fiorini ogni semestre per l’acquisto di balestre ed altre armi.

Nel 1519, un decreto del Legato pontificio, il Cardinale Antonio del Monte, stabiliva che una parte dei proventi della Fiera di San Michele Arcangelo, che si svolgeva ogni anno a maggio, fosse destinata alla sfida tra balisteriis che si contendevano il palio.

E’ proprio nel segno di questa sfida che, ai giorni nostri, i balestrieri gualdesi, ogni anno, nell’ultimo sabato di settembre, durante i “Giochi de le Porte”, divisi con i colori dei quattro rioni (San Benedetto, San Donato, San Facondino e San Martino), si contendono l’ambito trofeo.

La Compagnia Balestrieri Waldum nasce il 22 settembre del 1987 ad opera di un gruppo giovani appassionati della storia della città e aderisce alla LITAB nel 1988.

Nel 1989 partecipa al suo primo campionato nazionale.

Nota con il nome di Tarsina, venne assoggettata a Roma cambiando denominazione in Tadinum. Municipio romano, divenne una città florida con un tessuto urbano di quasi tredici ettari di superficie.

I Goti di Alarico, dirigendosi verso Roma nel 409 d.C., saccheggiando e distruggendo quanto trovavano lungo la via Flaminia, le inflissero il primo duro colpo della sua storia. Nel IV secolo era già sede vescovile.

Il suo territorio fu teatro della famosa Battaglia di Tagina (552 d.C.), durante la quale il generale bizantino Narsete sconfisse l’esercito dei Goti, guidato da re Badwila, detto Totila, che perse la vita sul campo.

Qualche anno dopo, con l’arrivo dei Longobardi, il territorio tadinate entrò a far parte del Ducato di Spoleto. Distrutta definitivamente da Ottone III, imperatore del Sacro Romano Impero, nel 996, la città cambiò nome prendendo il nome longobardo Gualdo (luogo boscoso) e gli abitanti si rifugiarono in Val di Gorgo, alle pendici del Serrasanta.

Distrutta da un violentissimo incendio, venne ricostruita nel 1237 intorno all’abbazia di S. Benedetto, sull’attuale Colle Sant’Angelo (il santo dei Longobardi), dominato dalla Rocca Flea, divenendo libero comune sotto la protezione di Federico II di Svevia. Contesa tra Gubbio e Perugia, successivamente si sottomise malvolentieri a Perugia prima di essere consegnata allo Stato della Chiesa da Iacopo P. Canino (1458).

La città venne seriamente danneggiata nel 1751 da una forte scossa tellurica che cancellò gran parte delle sue caratteristiche tardo-medioevali. La Rocca Flea custodisce attualmente un bel museo ricco di dipinti e arredi, tra cui un famoso polittico del secolo XV di Nicolò detto l’Alunno e alcune tavole di Matteo da Gualdo.

Nel 1833, Papa Gregorio XVI conferì all’abitato il titolo di Città con il nome di Gualdo (Waldum) Tadino (Tadinum) e nel 1860 venne annessa al Regno d’Italia.

La città possiede ricchezze architettoniche e storiche di rilievo come la Rocca Flea, la Chiesa Monumentale di San Francesco, il Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”, la Casa Cajani, centro culturale, la Basilica cattedrale di San Benedetto con la fontana esterna, il Palazzo del Podestà e la Torre Civica, la Chiesa di Santa Chiara, gli scavi archeologici della Tadinum romana e la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta in Pieve di Compresseto.

Sede

Via Giacomo Leopardi
Gualdo Tadino, PG

Eventi

Compagnia Balestrieri del Palio della Marciliana di Chioggia

By | Balestra Antica da Banco

FONDAZIONE

2000

ADESIONE

2002

PRESIDENTE
  • Nordio Sandro
TELEFONO
  • +39 391 7447779
EMAIL
  • sandronordio@virgilio.it

La Compagnia Balestrieri del Palio della Marciliana si è costituita nel 2000 per riportare all’interno del Palio della Marciliana, ricreato nel 1990, l’antica tradizione del tiro con la balestra scomparso sin dalla fine del millecinquecento, disputando per la prima volta il Palio delle balestre grosse nel Palio di giugno del 2000.

L’uso della balestra a Chioggia è documentato negli statuti cittadini e nelle riformanze del Maggior Consiglio comunale sin dal 1200.

Agli inizi del 1300 i capi contrada erano obbligati a portare ai bersagli per esercitarsi al tiro tutti gli uomini dai 16 ai 35 anni: i nobili in giorno feriale, i popolani in giorno festivo.

In città veniva disputato un Palio della balestra in occasione delle feste di maggio dedicate ai Santi protettori della città, e a Natale; documenti degli statuti comunali lo documentano sin dal 1350. Il primo premio era un broccato di tessuto scarlatto, il secondo premio era una balestra compresa del crocco, il terzo balestriere si aggiudicava il tavolaccio del bersaglio. Potevano partecipare ai Palii solo balestrieri chioggiotti e veneziani. Il terzo fine settimana di giugno di ogni anno, nei tre giorni del palio 500 figuranti fanno da cornice ad una grandiosa ricostruzione storica trecentesca, che vede il suo culmine nella gara tra i balestrieri delle 5 contrade, tra un tripudio di vessilli e bandiere, splendidi costumi, allestimenti che creano in città una perfetta atmosfera medioevale. La Compagnia Balestrieri del Palio della Marciliana si è costituita nel 2000 per riportare all’interno del Palio della Marciliana, ricreato nel 1990, l’antica tradizione del tiro con la balestra scomparso sin dalla fine del millecinquecento, disputando per la prima volta il Palio delle balestre grosse nel Palio di giugno del 2000. L’uso della balestra a Chioggia è documentato negli statuti cittadini e nelle riformanze del Maggior Consiglio comunale sin dal 1200. Agli inizi del 1300 i capi contrada erano obbligati a portare ai bersagli per esercitarsi al tiro tutti gli uomini dai 16 ai 35 anni: i nobili in giorno feriale, i popolani in giorno festivo. In città veniva disputato un Palio della balestra in occasione delle feste di maggio dedicate ai Santi protettori della città, e a Natale; documenti degli statuti comunali lo documentano sin dal 1350. Il primo premio era un broccato di tessuto scarlatto, il secondo premio era una balestra compresa del crocco, il terzo balestriere si aggiudicava il tavolaccio del bersaglio. Potevano partecipare ai Palii solo balestrieri chioggiotti e veneziani. Il terzo fine settimana di giugno di ogni anno, nei tre giorni del palio 500 figuranti fanno da cornice ad una grandiosa ricostruzione storica trecentesca, che vede il suo culmine nella gara tra i balestrieri delle 5 contrade, tra un tripudio di vessilli e bandiere, splendidi costumi, allestimenti che creano in città una perfetta atmosfera medioevale.

La Compagnia Balestrieri della Marciliana di Chioggia ha partecipato come delegazione al campionato nazionale Litab ad Amelia nel 2002, è stata ammessa alla LITAB nell’autunno 2002 e ha partecipato per la prima volta al campionato nazionale nel 2003 a Barga.

Chioggia si protende all’estremo sud nel cuore della Laguna Veneta.

Secondo alcuni storici la prima Chioggia sarebbe stata fondata intorno al 2000 A. C. da una colonia di Pelasgi, un popolo proveniente dall’Asia Minore. Se la leggenda la vuole fondata da Clodio, fuggito da Troia in fiamme con Enea e Aquilo, gli storici latini Cassiodoro e Plinio il Vecchio la citano come importante centro produttore di sale, il “Sal Clugiae”.

Favorita dal florido commercio del sale l’importanza di Chioggia aumentò così che nel 1110 la città fu scelta per ospitare la sede vescovile trasferita qui da Malamocco. Fonte di ricchezza nel Medioevo, il sale e le saline chioggiotte attirarono gli interessi di Genova e Venezia che, costantemente in lotta per il predominio sui mari, si scontrarono in città in quella che sarà poi chiamata la “guerra di Chioggia” (1379–1381).

Rasa quasi completamente al suolo ed inserita nel dominio della Serenissima Repubblica la città di Chioggia vide limitata non solo la propria libertà ma assistette anche alla riduzione del numero delle saline ed all’imposizione di pesanti tasse sulla produzione del sale. L’economia cittadina iniziò così un lento ed inesorabile declino, aggravato dal susseguirsi di pestilenze e carestie (1400 – 1600).

Il riscatto dell’economia venne fortunatamente dal mare quando la popolazione scoprì la propria vocazione per la pesca.

Alla caduta della Repubblica veneta divenne possesso dei Francesi prima e degli Austriaci poi. Chioggia divenne italiana con il Plebiscito del 1866.
Oggi Chioggia è una tra le città più popolose del Veneto, ha un’economia basata sul turismo, il porto, l’orticultura e la pesca.

Attraversata da 74 calli e tre canali su cui si specchiano le case colorate, passeggiare sulla Riva Vena attraversata da nove ponti, di giorno, sentirne i rumori, osservare i colori delle barche riflessi nell’acqua, e di notte perdersi tra i silenzi e assaporarne i profumi.

Chioggia è città d’arte con le sue 17 chiese nel piccolo centro storico, case patrizie veneziane si affacciano nel Corso principale dove si può visitare il Museo della Torre con l’orologio il cui meccanismo è il più antico del mondo.
A Chioggia ci sono due musei, il Museo della Laguna Sud con le barche della tradizione sull’acqua e il Museo diocesano.

Chioggia e le spiagge di Sottomarina e Isolaverde, con 10 chilometri di arenile, e i suoi fondali con l’Oasi Marina Protetta delle “Tegnue”, paradiso dei sommozzatori con varietà di pesci e colori che ricordano i mari tropicali. Chioggia è ambiente con le innumerevoli passeggiate in bicicletta lungo gli argini di due fiumi, Brenta e Adige fino al bosco Nordio riserva integrale natura.

Sede

Corso del Popolo
Chioggia, VE

Eventi

La Colleganza

Maggio

Compagnia Balestrieri di Cerreto Guidi

By | Balestra Manesca
FONDAZIONE

2004

ADESIONE

2005

PRESIDENTE
  • Ragoni Claudio
TELEFONO
  • +39 0571 55108
EMAIL
  • balestrieridicerretoguidi@gmail.com

La Compagnia Balestrieri di Cerreto Guidi nasce nel Luglio del 2004 per volontà del Presidente della Pro Loco, che raccoglie la richiesta di alcuni balestrieri storici del Palio del Cerro.

Terra di antiche tradizioni rinascimentali nel cuore della Toscana.

Nel nostro territorio potrete visitare una delle più affascinanti Ville Medicee, oggi patrimonio dell’UNESCO, che ha legato indissolubilmente la sua storia a Cosimo e Isabella de’ Medici. Ma non fermatevi lì.

Un bel borgo medievale, animato da una comunità orgogliosa dei suoi secolari valori, ereditati dalla tradizione contadina, vi saprà accogliere con entusiasmo, regalandovi momenti unici, durante un ricco calendario di eventi e rievocazioni storiche, per l’intero periodo estivo.

Se amate passeggiare tra le vigne e gli ulivi, qui potrete vivere sensazioni uniche, rimirando prospettive mozzafiato nelle colline che si sviluppano tra l’Arno e il Montalbano. E se siete appassionati di birdwatching e di fotografia naturalistica, vi si offrirà l’opportunità di scoprire il Padule di Fucecchio, una straordinaria area palustre, che saprà donarvi, specie in primavera, attimi magici, tra i colori ed i suoni di una natura unica.

La degustazione del nostro vino e olio di ottima qualità, la migliore gastronomia offerta dai nostri ristoratori  e l’accoglienza cordiale dei nostri agriturismo, situati nelle più suggestive location di Cerreto, vi sapranno coccolare, durante tutto il vostro soggiorno.

Sede

Via Santi Saccenti
Angolo Piazza Vittorio Emanuele,
Cerreto Guidi, FI

Eventi

Balestrieri dell’Oca – Cagli

By | Balestra Manesca

FONDAZIONE

2004

ADESIONE

2005

PRESIDENTE
  • Giommi Giacomo
TELEFONO
  • +39 339 3731902
EMAIL
  • balestrieri.cagli@gmail.com

Nel rispetto dei criteri storici, oltre alle comprovate testimonianze che riportano certezze sulla presenza della balestra nel territorio Cagliese, nasce a Cagli la “Compagnia Balestrieri dell’Oca”.

Anche il noto annalista del 1600 Antonio Gucci che ne trae notizia dal libro della Cancelleria comunale, riporta che nella Città venivano disputati i tornei di balestra.

Nota storica di rilievo e per la Compagnia e per la Città di Cagli, la figura del cagliese Accorsoli Annibale, componente della corte del duca Federico di Urbino il quale ebbe l’onore della condotta dei balestrieri a cavallo e delle corazze del duca, combattendo al suo fianco.

I Balestrieri dell’oca nascono in seno all’Associazione Giochi Storici, la quale fa rivivere ogni seconda domenica di agosto il “Palio Storico Giuoco dell’Oca”, dove i quattro quartieri storici si sfidano al famoso gioco per la conquista del Palio, una statua in ferro raffigurante un’oca,simbolo di San Geronzio, patrono della città, riportando Cagli nella seconda metà del rinascimento.

Dell’antica città romana di Cale, posta sulla via Flaminia che collegava Rimini a Roma, si hanno cronache sin dal IV secolo. Situata sulla principale arteria consolare che attraversava l’Appennino, essa dominava la valle dal promontorio della Banderuola.

L’ubicazione rimase sul colle sino al 1287, quando, sotto lo Stato della Chiesa, la città venne rasa al suolo da un incendio scoppiato durante la guerra tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini.

Venne quindi operata una riedificazione sulla piana sottostante ove già si trovavano alcune delle Chiese che fanno parte del patrimonio architettonico della città.

Per volontà del papa Niccolò IV si operò questa traslazione nel 1289 e la città venne rifondata con il nome originale di S. Angelo Papale in onore al sommo pontefice che ne seguì la ricostruzione, possibile grazie anche al contributo di 57 città dello Stato Pontificio, come testimoniano gli stemmi che possiamo ammirare nell’omonimo salone del Palazzo Pubblico.

Libero Comune fino alla fine del 1300, in esso si svilupparono attività artigianali e manifatturiere tra le più importanti dell’entroterra. Dalla fine del XIV sec.

Cagli divenne uno dei capisaldi del Montefeltro: terza città per importanza, trampolino di lancio per la conquista dei territori umbri, Gubbio in testa, residenza prediletta del Duca durante i suoi viaggi in zona. Francesco di Giorgio Martini edificò una delle sue inespugnabili fortezze sulla sommità dell’odierno colle dei cappuccini, collegata alla Torre che ancora oggi svetta alle porte della città, mediante quel capolavoro di ingegneria militare che è il “Soccorso Coverto”: un passaggio sotterraneo recentemente restaurato che speriamo di poter visitare il prima possibile.

Nel 1631 Cagli tornò a far parte dello Stato Pontificio,ma mantenne un carattere autonomo grazie alle fiorenti attività avviate durante i secoli precedenti. Sede di conventi con presenza massiccia da parte dei Benedettini, Cagli fu testimone dell’attività di numerosi artisti di cui ancor oggi possiamo contemplare le opere: da Timoteo Viti a Giovanni Santi, da Raffaellino del Colle a Gaetano Lapis, fino agli stucchi del Brandani custoditi a palazzo Tiranni.

Sede

Via Guglielmo Marconi, 5
Cagli, PU

Eventi

Torneo della Balestra Città di Cagli

Giugno

Compagnia Balestrieri di Assisi

By | Balestra Antica da Banco

FONDAZIONE

1980

ADESIONE

1986

PRESIDENTE
  • Menichelli Claudio
TELEFONO
  • +39 3357049094
EMAIL
  • info@balestrieriassisi.it

La Compagnia Balestrieri di Assisi nasce il 29 giugno 1980 e riprende l’arte del sagittare che per secoli garantì la libertà comunale riproponendo la tradizione di quest’arma micidiale a scopo di spettacolo incruento.

Lo stendardo è inquartato, ove il guelfo leone di Assisi è in campo rosso ed una rosa di verrette e balestre è in campo blu.

E’ una delle compagnie fondatrici della L.I.T.A.B. ed è costituita da oltre sessanta Balestrieri, un corteo di splendide Dame e Cavalieri, Tamburini, Sbandieratori, Musici, Danzatrici, Arcieri, Danze delle spade e giochi di fuoco per un totale di circa duecento costumanti.

La tradizione della balestra è stata ripresa in occasione di un evento sportivo a scopo ludico, anche se tali gare, nel medioevo, costituivano un incentivo all’esercizio ed al perfezionamento della capacità di tiro.

Un documento in Assisi che ne fa menzione, in tal senso, risale all’anno 1452.
Durante la Pentecoste veniva fatta una festa che coinvolgeva tutta la Diocesi e si svolgeva in San Rufino in occasione della Prima Comunione ai bambini delle parrocchie. Per l’occasione veniva disputato un “Palio della balestra” ed il vincitore riceveva ricchi premi.

Esistono, però, anche altri documenti che parlano delle gare con la balestra in Assisi fin dal 1319 ove, tra l’altro si trova scritto “stabilito che nessuno osi con qualche arco o balestra saettare nella Piazza di San Francesco”. Tale tradizione si disputa oggi ultimo venerdì, sabato e Domenica di Agosto, con il “Palio di San Rufino” che ha inizio con la festa in piazza del sabato precedente, il mercatino medioevale sapientemente allestito in Piazza del Comune e nei vicoli più significativi adiacenti, la cena rievocativa a testimonianza della ospitalità riservata ai balestrieri delle città limitrofe, del sabato con spettacoli medioevali, tiro del Palio della Domenica, gara disputata tra i balestrieri dei tre terzieri in cui si riconosce la Compagnia.

Le tracce più antiche della presenza umana nel territorio assisiate risalgono al Neolitico.

Numerosi reperti archeologici indicano che Assisi trae le sue origini da un piccolo villaggio abitato dagli Umbri già nel periodo villanoviano, i quali intrattenevano profondi rapporti (soprattutto commerciali) con i vicini Etruschi, stanziati sulla sponda occidentale del Tevere, dai quali differivano, però, per lingua e cultura.

I Romani nel 295 a.C., con la battaglia del Sentino, imposero definitivamente il loro dominio anche nell’Italia Centrale. La città umbra ebbe il nome di Asisium e fu monumentalizzata a partire dal II secolo a.C. Nell’89 a.C. divenne municipium e fu un importante centro economico e sociale dell’Impero romano. Con il crollo dell’Impero romano anche Assisi conobbe la buia età delle invasioni barbariche e, nel 545, fu saccheggiata dai Goti diTotila. Conquistata dai Bizantini, passò poco tempo dopo sotto il dominio longobardo e venne annessa al Ducato di Spoleto, del quale condivise le sorti fino all’inizio del XII secolo.

Dopo un periodo di guerre, nel 1174 fu assediata e conquistata da Federico Barbarossa, che diede l’investitura della città al duca Corrado di Lutzen, detto anche Corrado di Urslingen: Assisi divenne dominio imperiale, ma sollevazioni popolari (1198) inaugurarono ben presto l’epoca comunale, non senza lotte interne e guerre con la vicina Perugia. Tra 1181 e il 1182, nasce ad Assisi Francesco – figlio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica – il futuro santo che, con la sua opera, segnerà la storia del luogo e dell’umanità.

Durante la fine della prima metà del Duecento l’Assisi guelfa subì vari assedi da parte delle truppe saracene e tartare facenti parte del grande esercito di Federico II di Svevia. Negli anni a seguire Assisi vide alternarsi al controllo della città guelfi e ghibellini. Successivamente la città passò sotto il dominio della Chiesa, dei Perugini, di Gian Galeazzo Visconti, dei Montefeltro, di Braccio Fortebraccio da Montone, passando infine sotto il controllo di Francesco Sforza.

Nel novembre del 1442 Assisi, difesa in quel periodo da Alessandro Sforza, subisce l’assedio delle truppe comandate dal Piccinino. Dopo molti giorni di vani tentativi le truppe assedianti, anche grazie all’aiuto di un frate traditore, riescono a penetrare all’interno della cinta di mura.

Assisi viene pesantemente devastata e saccheggiata ma il Piccinino si oppone comunque alla completa distruzione della città rifiutando i 15000 fiorini offerti dai perugini. Le fazioni de Sopra (schierati con i Ghibellini) e dei Fiumi (della Parte de Sotto legati ai Guelfi) si fronteggiarono fino al XVI secolo quando la conquista dell’Umbria da parte di papa Paolo III restituì alla città un periodo di pace e tranquillità.

Al colmo del suo splendore comunale venne dilaniata dalle lotte tra Parte de Sotto legata ai Guelfi e Parte de Sopra schierata con i Ghibellini che si fronteggiarono fino al XVI secolo.

Per mettere fine a queste lotte intestine, il governatore Andrea Cruciani ridivise la città in tre Terzieri a cui vennero imposti i nomi di S. Francesco, S.Rufino, Divine Marie. Ed è per rievocare questa storica decisione che la Compagnia Balestrieri tutti gli anni nell’ultima settimana di Agosto disputa una gara tra terzieri denominata “Palio di San Rufino”.

Nel medioevo, infatti sul sagrato del Duomo il 2 di Agosto, festa del Santo Patrono San Rufino, veniva disputato il Palio della Balestra, le cui documentazioni risalgono al 1452 con la partecipazione di balestrieri provenienti anche dalle città limitrofe quali Borgo San Sepolcro, Gubbio, Iesi, ecc.

Sede

Piazza del Comune
Assisi, PG

Eventi

Palio San Rufino

Agosto

Balestrieri Città di Amelia

By | Balestra Antica da Banco

FONDAZIONE

1998

ADESIONE

1999

PRESIDENTE
  • Grilli Eleonora
TELEFONO
    • +39 346 2274632
EMAIL
  • balestrieriamelia@hotmail.it

La Compagnia Balestrieri Città di Amelia nata nell’Anno Domine 1998 all’interno dell’Armata Medioevale, con lo scopo di rievocare oggi come allora “le Antiche Gesta de la Tradizione Nostra”, quando la “Nobile Città de Amelia” era libero Comune.

Essa si affianca agli Armigeri, ai musici e agli Arcieri, riproponendo le “Antiche Arti Medioevali ne lo Medioevo” con l’ausilio di costumi, armi e tecniche di combattimento rigorosamente proprie del mandamento in quell’epoca.

Entrata in LITAB nello stesso anno, la Compagnia ha partecipato al suo primo Campionato Italiano nella XVI Edizione svoltasi nell’anno 2000 nella città di Gualdo Tadino.

Dall’anno 2000 partecipa alla “Tenzone Umbra di Balestra” con le altre compagnie della regione ottenendo il titolo di Campioni Regionali negli anni 2009, 2010, 2014 e 2015.

Dal 1999 annualmente La Compagnia partecipa alla Giostra Storica del “Palio dei Colombi” nella seconda domenica di Agosto, in cui l’abilità dei Balestrieri, abbinati alle cinque contrade amerine, consente di aprire una colombaia attraverso un meccanismo che si aziona centrando il bersaglio e liberando così il colombo, rievocando la norma statutaria che vietava la caccia dello stesso nella giurisdizione del Comune.

Amelia, detta anticamente Ameria, vede la sua origine, secondo Plinio il Vecchio, circa 350 anni prima della fondazione di Roma. A testimonianza si vede ancora oggi la possente cinta muraria.

Viene individuata come municipio Romano dalla Lex Julia nel 90 a. C. Fiorente centro commerciale, costruì presso Orte un importante porto fluviale sul Tevere, che la collegava direttamente a Roma.

Tra le maggiori testimonianze, presso il museo archeologico è presente la statua bronzea di Germanico; inoltre va ricordata la presenza delle cisterne, costituite da 10 ambienti ed attualmente visitabili. Alla caduta dell’impero romano subì le invasioni barbariche.

Intorno all’anno 1000 diventa libero comune, dandosi un assetto sociale avanzato. Presso l’archivio comunale, sono conservate testimonianze della vita sociale (Statuti e Riformanze) che testimoniano la vita sociale dal XIII secolo in poi. A testimonianza della libertà comunale, si erge maestosa la torre civica, che dalla piazza del Duomo domina la città. Secondo la leggenda, si dice che Federico Barbarossa cinse d’assedio la città, che si arrese dopo 12 giorni. In realtà è più probabile che il fatto si riferisca all’assedio del 1240 dell’esercito di Federico II.

Il 22 luglio 1330 viene promulgato uno Statuto del Popolo, integrato poi nel 1346 da un secondo, entrambi visionati dal card. Albornoz. Entra a far parte del patrimonio di Pietro, dello stato della Chiesa e ne segue le vicende.

Amelia ha consegnato alla storia numerosi personaggi: tra gli altri, Sesto Roscio, i discendenti di vari casati, come Venturelli, Nacci, Farrattini, Cansacchi, Petrignani, Clementini, Mandosi, e Geraldini, che ha dato i natali a Mons. Alessandro, il quale, con i suoi interventi presso la corona di Spagna, consentì al suo amico Cristoforo Colombo di intraprendere il viaggio per le Indie, che lo porterà alla scoperta del Nuovo Mondo.

Sede

Piazza Giacomo Matteotti, 1
Amelia, TR

Eventi

Palio dei Colombi

Agosto

Compagnia Balestrieri della Città di Volterra

By | Balestra Antica da Banco

FONDAZIONE

1998

ADESIONE

1998

PRESIDENTE
  • Alessandro Benassai
TELEFONO
  • +39 349 3754220
EMAIL
  • info@balestrierivolterra.it

La Compagnia Balestrieri Città di Volterra, rifondata nel 1998 dopo accurate ricerche storiche, si prefigge l’obiettivo di far rivivere e conosce il fascino del tiro con la balestra, già presente nella Città fin dai primi albori del Comune.

Molti sono i documenti che parlano dei balestrieri. Dalle riforme degli Statuti del 1320 risulta che questi costituissero la più qualificata forza a difesa della Città, che ne contava allora 114 forniti dalle varie Contrade cittadine, oltre a quelli provenienti dai castelli e dai borghi circostanti.

Dal 1998 la Compagnia è riuscita a crescere, grazie alla passione del tiro e all’attenta ricostruzione storica delle attività e degli abiti del periodo che rappresenta, ovvero la metà del 1300.

Aderente alla LITAB dal 1998, la Compagnia ha partecipato fin da subito ai Campionati Italiani di Tiro con la Balestra, conseguendo sempre più importanti risultati, riuscendo a salire sul podio Italiano per ben dieci anni consecutivi ed ottenendo, dal 2000, ben 22 medaglie nazionali tra le due competizioni, squadra e individuale.

L’attività dei balestrieri volterrani si indirizza verso un consistente ruolo culturale, con l’organizzazione di manifestazioni di ricostruzione storica ed una concreta attività legata alla divulgazione e alla diffusione delle tematiche affini alla Compagnia ed al tiro con la balestra. In occasione dei molti incontri pubblici e divulgativi, i balestrieri volterrani illustrano sia elementi inerenti l’aspetto tecnico del tiro, sia come si è sviluppata la balestra nella storia e l’importanza che la stessa arma ha avuto a Volterra.

Nel 2014 con l’inaugurazione del “Museo del tiro con la Balestra”, creato dentro la sede della Compagnia Balestrieri, è stato rinforzato il percorso con le scuole del territorio, un dialogo continuo con l’assessore all’Istruzione e alla Cultura, al fine di strutturare eventi per coinvolgere la cittadinanza e le scuole di ogni grado.

La ricerca e l’attenzione ai particolari nell’organizzazione delle manifestazioni è diventato un punto fermo per la stessa Compagnia, tanto da meritare testimonianze significative, come l’ottenimento di patrocini importanti per le proprie manifestazioni e la partecipazione ad eventi di rilievo, come ad esempio Expo Milano per l’anno 2015. Ed in questo senso, il mantenimento del riconoscimento ottenuto con l’iscrizione dell’Associazione nell’Albo delle Associazioni di rievocazione e ricostruzione storica della Toscana, e con i due eventi nell’Albo delle Manifestazioni di rievocazione storica istituito con la Legge Regionale n.5/2012, è simbolo dell’alto livello raggiunto.

Arroccata su di un colle, a 545 metri d’altitudine, Volterra domina e divide la Val di Cecina e la Val d’Era. La sua posizione isolata, distante dal mare e dai principali insediamenti urbani, ha favorito nel corso dei secoli il crescere della sua importanza strategica.

Ricca di storia e cultura, Volterra conserva ancora oggi edifici che raccontano la sua storia.

È racchiusa nell’antica cerchia muraria ed è possibile distinguere le mura etrusche da quelle medievali risalenti al XIII secolo. Quattro sono le porte d’accesso al centro storico della città: Porta Selci e Porta dell’Arco, del periodo etrusco, Porta San Francesco e Porta Fiorentina, di epoca Medievale.

All’interno della cinta muraria è rimasto pressoché intatto l’antico borgo che si sviluppa intorno alle due piazze principali: Piazza dei Priori e l’attigua Piazza San Giovanni, la prima, centro della vita politica, la seconda fulcro di quella religiosa.

La Piazza dei Priori, rappresenta il cuore medievale della città, essa è delimitata dal Palazzo dei Priori uno degli edifici comunali più antichi della toscana, la sua costruzione probabilmente risale al 1208.

Una torre pentagonale, aggiunta dopo il 1846 contribuisce ad conferire un aspetto austero all’edificio. Un altro edificio presente nella piazza è il Palazzo Pretorio, anch’esso duecentesco come il Palazzo dei Priori è protetto dalla Torre Merlata dei Podestà, in cima alla quale è posta la scultura raffigurante un piccolo cinghiale e pertanto è chiamata ‘Torre del Porcellino’.

Nell’attigua Piazza San Giovanni è situato il Duomo, la cui struttura si ‘innesta’ nella parte posteriore del Palazzo dei Priori. Eretto nel XII secolo, in stile romanico, presenta una facciata decorata da un rosone centrale e coronata da un timpano. Di fronte al Duomo è posizionato il Battistero, il cui fronte è rivestito di fasce marmoree bianche e verdi e di un portale romanico, al suo interno opere di artisti del Rinascimento tra i quali Andrea Sansovino.

Sul punto più alto del colle volterrano è situata la fortificazione della città, costituita da due fabbricati, la Rocca Vecchia, risalente al 1343 e caratterizzata da una torre semiellittica, detta la ‘Femmina’, e la Rocca Nuova, fatta innalzare da Lorenzo De Medici, costituita da una fortificazione a pianta quadrata sulla quale svetta un torrione più alto detto il ‘Mastio’. Le due fortificazioni sono collegate da un Cammino di Ronda.

Sede

Viale Vittorio Veneto 2,
Volterra, PI

Eventi

La Colleganza

Aprile

Ut Armentur Balistari

Giugno

Ludus Balistris

Agosto