Balestrieri Città di Chioggia

FONDAZIONE

2000

ADESIONE

PRESIDENTE
  • Nordio Sandro
TELEFONO
  • +39 391 7447779
EMAIL
  • sandronordio@virgilio.it
Medagliere Nazionale

Balestra Antica da Banco

1

Oro

0

Argento

0

Bronzo

La Compagnia Balestrieri del Palio della Marciliana si è costituita nel 2000 per riportare all’interno del Palio della Marciliana, ricreato nel 1990, l’antica tradizione del tiro con la balestra scomparso sin dalla fine del millecinquecento, disputando per la prima volta il Palio delle balestre grosse nel Palio di giugno del 2000.

L’uso della balestra a Chioggia è documentato negli statuti cittadini e nelle riformanze del Maggior Consiglio comunale sin dal 1200.

Agli inizi del 1300 i capi contrada erano obbligati a portare ai bersagli per esercitarsi al tiro tutti gli uomini dai 16 ai 35 anni: i nobili in giorno feriale, i popolani in giorno festivo.

In città veniva disputato un Palio della balestra in occasione delle feste di maggio dedicate ai Santi protettori della città, e a Natale; documenti degli statuti comunali lo documentano sin dal 1350. Il primo premio era un broccato di tessuto scarlatto, il secondo premio era una balestra compresa del crocco, il terzo balestriere si aggiudicava il tavolaccio del bersaglio. Potevano partecipare ai Palii solo balestrieri chioggiotti e veneziani. Il terzo fine settimana di giugno di ogni anno, nei tre giorni del palio 500 figuranti fanno da cornice ad una grandiosa ricostruzione storica trecentesca, che vede il suo culmine nella gara tra i balestrieri delle 5 contrade, tra un tripudio di vessilli e bandiere, splendidi costumi, allestimenti che creano in città una perfetta atmosfera medioevale. La Compagnia Balestrieri del Palio della Marciliana si è costituita nel 2000 per riportare all’interno del Palio della Marciliana, ricreato nel 1990, l’antica tradizione del tiro con la balestra scomparso sin dalla fine del millecinquecento, disputando per la prima volta il Palio delle balestre grosse nel Palio di giugno del 2000. L’uso della balestra a Chioggia è documentato negli statuti cittadini e nelle riformanze del Maggior Consiglio comunale sin dal 1200. Agli inizi del 1300 i capi contrada erano obbligati a portare ai bersagli per esercitarsi al tiro tutti gli uomini dai 16 ai 35 anni: i nobili in giorno feriale, i popolani in giorno festivo. In città veniva disputato un Palio della balestra in occasione delle feste di maggio dedicate ai Santi protettori della città, e a Natale; documenti degli statuti comunali lo documentano sin dal 1350. Il primo premio era un broccato di tessuto scarlatto, il secondo premio era una balestra compresa del crocco, il terzo balestriere si aggiudicava il tavolaccio del bersaglio. Potevano partecipare ai Palii solo balestrieri chioggiotti e veneziani. Il terzo fine settimana di giugno di ogni anno, nei tre giorni del palio 500 figuranti fanno da cornice ad una grandiosa ricostruzione storica trecentesca, che vede il suo culmine nella gara tra i balestrieri delle 5 contrade, tra un tripudio di vessilli e bandiere, splendidi costumi, allestimenti che creano in città una perfetta atmosfera medioevale.

La Compagnia Balestrieri della Marciliana di Chioggia ha partecipato come delegazione al campionato nazionale Litab ad Amelia nel 2002, è stata ammessa alla LITAB nell’autunno 2002 e ha partecipato per la prima volta al campionato nazionale nel 2003 a Barga.

Chioggia si protende all’estremo sud nel cuore della Laguna Veneta.

Secondo alcuni storici la prima Chioggia sarebbe stata fondata intorno al 2000 A. C. da una colonia di Pelasgi, un popolo proveniente dall’Asia Minore. Se la leggenda la vuole fondata da Clodio, fuggito da Troia in fiamme con Enea e Aquilo, gli storici latini Cassiodoro e Plinio il Vecchio la citano come importante centro produttore di sale, il “Sal Clugiae”.

Favorita dal florido commercio del sale l’importanza di Chioggia aumentò così che nel 1110 la città fu scelta per ospitare la sede vescovile trasferita qui da Malamocco. Fonte di ricchezza nel Medioevo, il sale e le saline chioggiotte attirarono gli interessi di Genova e Venezia che, costantemente in lotta per il predominio sui mari, si scontrarono in città in quella che sarà poi chiamata la “guerra di Chioggia” (1379–1381).

Rasa quasi completamente al suolo ed inserita nel dominio della Serenissima Repubblica la città di Chioggia vide limitata non solo la propria libertà ma assistette anche alla riduzione del numero delle saline ed all’imposizione di pesanti tasse sulla produzione del sale. L’economia cittadina iniziò così un lento ed inesorabile declino, aggravato dal susseguirsi di pestilenze e carestie (1400 – 1600).

Il riscatto dell’economia venne fortunatamente dal mare quando la popolazione scoprì la propria vocazione per la pesca.

Alla caduta della Repubblica veneta divenne possesso dei Francesi prima e degli Austriaci poi. Chioggia divenne italiana con il Plebiscito del 1866.
Oggi Chioggia è una tra le città più popolose del Veneto, ha un’economia basata sul turismo, il porto, l’orticultura e la pesca.

Attraversata da 74 calli e tre canali su cui si specchiano le case colorate, passeggiare sulla Riva Vena attraversata da nove ponti, di giorno, sentirne i rumori, osservare i colori delle barche riflessi nell’acqua, e di notte perdersi tra i silenzi e assaporarne i profumi.

Chioggia è città d’arte con le sue 17 chiese nel piccolo centro storico, case patrizie veneziane si affacciano nel Corso principale dove si può visitare il Museo della Torre con l’orologio il cui meccanismo è il più antico del mondo.
A Chioggia ci sono due musei, il Museo della Laguna Sud con le barche della tradizione sull’acqua e il Museo diocesano.

Chioggia e le spiagge di Sottomarina e Isolaverde, con 10 chilometri di arenile, e i suoi fondali con l’Oasi Marina Protetta delle “Tegnue”, paradiso dei sommozzatori con varietà di pesci e colori che ricordano i mari tropicali. Chioggia è ambiente con le innumerevoli passeggiate in bicicletta lungo gli argini di due fiumi, Brenta e Adige fino al bosco Nordio riserva integrale natura.

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