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Balestra Antica da Banco

Compagnia Balestrieri di Assisi

By | Balestra Antica da Banco

FONDAZIONE

1980

ADESIONE

1986

PRESIDENTE
  • Menichelli Claudio
TELEFONO
  • +39 3357049094
EMAIL
  • info@balestrieriassisi.it

La Compagnia Balestrieri di Assisi nasce il 29 giugno 1980 e riprende l’arte del sagittare che per secoli garantì la libertà comunale riproponendo la tradizione di quest’arma micidiale a scopo di spettacolo incruento.

Lo stendardo è inquartato, ove il guelfo leone di Assisi è in campo rosso ed una rosa di verrette e balestre è in campo blu.

E’ una delle compagnie fondatrici della L.I.T.A.B. ed è costituita da oltre sessanta Balestrieri, un corteo di splendide Dame e Cavalieri, Tamburini, Sbandieratori, Musici, Danzatrici, Arcieri, Danze delle spade e giochi di fuoco per un totale di circa duecento costumanti.

La tradizione della balestra è stata ripresa in occasione di un evento sportivo a scopo ludico, anche se tali gare, nel medioevo, costituivano un incentivo all’esercizio ed al perfezionamento della capacità di tiro.

Un documento in Assisi che ne fa menzione, in tal senso, risale all’anno 1452.
Durante la Pentecoste veniva fatta una festa che coinvolgeva tutta la Diocesi e si svolgeva in San Rufino in occasione della Prima Comunione ai bambini delle parrocchie. Per l’occasione veniva disputato un “Palio della balestra” ed il vincitore riceveva ricchi premi.

Esistono, però, anche altri documenti che parlano delle gare con la balestra in Assisi fin dal 1319 ove, tra l’altro si trova scritto “stabilito che nessuno osi con qualche arco o balestra saettare nella Piazza di San Francesco”. Tale tradizione si disputa oggi ultimo venerdì, sabato e Domenica di Agosto, con il “Palio di San Rufino” che ha inizio con la festa in piazza del sabato precedente, il mercatino medioevale sapientemente allestito in Piazza del Comune e nei vicoli più significativi adiacenti, la cena rievocativa a testimonianza della ospitalità riservata ai balestrieri delle città limitrofe, del sabato con spettacoli medioevali, tiro del Palio della Domenica, gara disputata tra i balestrieri dei tre terzieri in cui si riconosce la Compagnia.

Le tracce più antiche della presenza umana nel territorio assisiate risalgono al Neolitico.

Numerosi reperti archeologici indicano che Assisi trae le sue origini da un piccolo villaggio abitato dagli Umbri già nel periodo villanoviano, i quali intrattenevano profondi rapporti (soprattutto commerciali) con i vicini Etruschi, stanziati sulla sponda occidentale del Tevere, dai quali differivano, però, per lingua e cultura.

I Romani nel 295 a.C., con la battaglia del Sentino, imposero definitivamente il loro dominio anche nell’Italia Centrale. La città umbra ebbe il nome di Asisium e fu monumentalizzata a partire dal II secolo a.C. Nell’89 a.C. divenne municipium e fu un importante centro economico e sociale dell’Impero romano. Con il crollo dell’Impero romano anche Assisi conobbe la buia età delle invasioni barbariche e, nel 545, fu saccheggiata dai Goti diTotila. Conquistata dai Bizantini, passò poco tempo dopo sotto il dominio longobardo e venne annessa al Ducato di Spoleto, del quale condivise le sorti fino all’inizio del XII secolo.

Dopo un periodo di guerre, nel 1174 fu assediata e conquistata da Federico Barbarossa, che diede l’investitura della città al duca Corrado di Lutzen, detto anche Corrado di Urslingen: Assisi divenne dominio imperiale, ma sollevazioni popolari (1198) inaugurarono ben presto l’epoca comunale, non senza lotte interne e guerre con la vicina Perugia. Tra 1181 e il 1182, nasce ad Assisi Francesco – figlio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica – il futuro santo che, con la sua opera, segnerà la storia del luogo e dell’umanità.

Durante la fine della prima metà del Duecento l’Assisi guelfa subì vari assedi da parte delle truppe saracene e tartare facenti parte del grande esercito di Federico II di Svevia. Negli anni a seguire Assisi vide alternarsi al controllo della città guelfi e ghibellini. Successivamente la città passò sotto il dominio della Chiesa, dei Perugini, di Gian Galeazzo Visconti, dei Montefeltro, di Braccio Fortebraccio da Montone, passando infine sotto il controllo di Francesco Sforza.

Nel novembre del 1442 Assisi, difesa in quel periodo da Alessandro Sforza, subisce l’assedio delle truppe comandate dal Piccinino. Dopo molti giorni di vani tentativi le truppe assedianti, anche grazie all’aiuto di un frate traditore, riescono a penetrare all’interno della cinta di mura.

Assisi viene pesantemente devastata e saccheggiata ma il Piccinino si oppone comunque alla completa distruzione della città rifiutando i 15000 fiorini offerti dai perugini. Le fazioni de Sopra (schierati con i Ghibellini) e dei Fiumi (della Parte de Sotto legati ai Guelfi) si fronteggiarono fino al XVI secolo quando la conquista dell’Umbria da parte di papa Paolo III restituì alla città un periodo di pace e tranquillità.

Al colmo del suo splendore comunale venne dilaniata dalle lotte tra Parte de Sotto legata ai Guelfi e Parte de Sopra schierata con i Ghibellini che si fronteggiarono fino al XVI secolo.

Per mettere fine a queste lotte intestine, il governatore Andrea Cruciani ridivise la città in tre Terzieri a cui vennero imposti i nomi di S. Francesco, S.Rufino, Divine Marie. Ed è per rievocare questa storica decisione che la Compagnia Balestrieri tutti gli anni nell’ultima settimana di Agosto disputa una gara tra terzieri denominata “Palio di San Rufino”.

Nel medioevo, infatti sul sagrato del Duomo il 2 di Agosto, festa del Santo Patrono San Rufino, veniva disputato il Palio della Balestra, le cui documentazioni risalgono al 1452 con la partecipazione di balestrieri provenienti anche dalle città limitrofe quali Borgo San Sepolcro, Gubbio, Iesi, ecc.

Sede

Piazza del Comune
Assisi, PG

Eventi

Palio San Rufino

Agosto

Balestrieri Città di Amelia

By | Balestra Antica da Banco

FONDAZIONE

1998

ADESIONE

1999

PRESIDENTE
  • Grilli Eleonora
TELEFONO
    • +39 346 2274632
EMAIL
  • balestrieriamelia@hotmail.it

La Compagnia Balestrieri Città di Amelia nata nell’Anno Domine 1998 all’interno dell’Armata Medioevale, con lo scopo di rievocare oggi come allora “le Antiche Gesta de la Tradizione Nostra”, quando la “Nobile Città de Amelia” era libero Comune.

Essa si affianca agli Armigeri, ai musici e agli Arcieri, riproponendo le “Antiche Arti Medioevali ne lo Medioevo” con l’ausilio di costumi, armi e tecniche di combattimento rigorosamente proprie del mandamento in quell’epoca.

Entrata in LITAB nello stesso anno, la Compagnia ha partecipato al suo primo Campionato Italiano nella XVI Edizione svoltasi nell’anno 2000 nella città di Gualdo Tadino.

Dall’anno 2000 partecipa alla “Tenzone Umbra di Balestra” con le altre compagnie della regione ottenendo il titolo di Campioni Regionali negli anni 2009, 2010, 2014 e 2015.

Dal 1999 annualmente La Compagnia partecipa alla Giostra Storica del “Palio dei Colombi” nella seconda domenica di Agosto, in cui l’abilità dei Balestrieri, abbinati alle cinque contrade amerine, consente di aprire una colombaia attraverso un meccanismo che si aziona centrando il bersaglio e liberando così il colombo, rievocando la norma statutaria che vietava la caccia dello stesso nella giurisdizione del Comune.

Amelia, detta anticamente Ameria, vede la sua origine, secondo Plinio il Vecchio, circa 350 anni prima della fondazione di Roma. A testimonianza si vede ancora oggi la possente cinta muraria.

Viene individuata come municipio Romano dalla Lex Julia nel 90 a. C. Fiorente centro commerciale, costruì presso Orte un importante porto fluviale sul Tevere, che la collegava direttamente a Roma.

Tra le maggiori testimonianze, presso il museo archeologico è presente la statua bronzea di Germanico; inoltre va ricordata la presenza delle cisterne, costituite da 10 ambienti ed attualmente visitabili. Alla caduta dell’impero romano subì le invasioni barbariche.

Intorno all’anno 1000 diventa libero comune, dandosi un assetto sociale avanzato. Presso l’archivio comunale, sono conservate testimonianze della vita sociale (Statuti e Riformanze) che testimoniano la vita sociale dal XIII secolo in poi. A testimonianza della libertà comunale, si erge maestosa la torre civica, che dalla piazza del Duomo domina la città. Secondo la leggenda, si dice che Federico Barbarossa cinse d’assedio la città, che si arrese dopo 12 giorni. In realtà è più probabile che il fatto si riferisca all’assedio del 1240 dell’esercito di Federico II.

Il 22 luglio 1330 viene promulgato uno Statuto del Popolo, integrato poi nel 1346 da un secondo, entrambi visionati dal card. Albornoz. Entra a far parte del patrimonio di Pietro, dello stato della Chiesa e ne segue le vicende.

Amelia ha consegnato alla storia numerosi personaggi: tra gli altri, Sesto Roscio, i discendenti di vari casati, come Venturelli, Nacci, Farrattini, Cansacchi, Petrignani, Clementini, Mandosi, e Geraldini, che ha dato i natali a Mons. Alessandro, il quale, con i suoi interventi presso la corona di Spagna, consentì al suo amico Cristoforo Colombo di intraprendere il viaggio per le Indie, che lo porterà alla scoperta del Nuovo Mondo.

Sede

Piazza Giacomo Matteotti, 1
Amelia, TR

Eventi

Palio dei Colombi

Agosto

Compagnia Balestrieri della Città di Volterra

By | Balestra Antica da Banco

FONDAZIONE

1998

ADESIONE

1998

PRESIDENTE
  • Alessandro Benassai
TELEFONO
  • +39 349 3754220
EMAIL
  • info@balestrierivolterra.it

La Compagnia Balestrieri Città di Volterra, rifondata nel 1998 dopo accurate ricerche storiche, si prefigge l’obiettivo di far rivivere e conosce il fascino del tiro con la balestra, già presente nella Città fin dai primi albori del Comune.

Molti sono i documenti che parlano dei balestrieri. Dalle riforme degli Statuti del 1320 risulta che questi costituissero la più qualificata forza a difesa della Città, che ne contava allora 114 forniti dalle varie Contrade cittadine, oltre a quelli provenienti dai castelli e dai borghi circostanti.

Dal 1998 la Compagnia è riuscita a crescere, grazie alla passione del tiro e all’attenta ricostruzione storica delle attività e degli abiti del periodo che rappresenta, ovvero la metà del 1300.

Aderente alla LITAB dal 1998, la Compagnia ha partecipato fin da subito ai Campionati Italiani di Tiro con la Balestra, conseguendo sempre più importanti risultati, riuscendo a salire sul podio Italiano per ben dieci anni consecutivi ed ottenendo, dal 2000, ben 22 medaglie nazionali tra le due competizioni, squadra e individuale.

L’attività dei balestrieri volterrani si indirizza verso un consistente ruolo culturale, con l’organizzazione di manifestazioni di ricostruzione storica ed una concreta attività legata alla divulgazione e alla diffusione delle tematiche affini alla Compagnia ed al tiro con la balestra. In occasione dei molti incontri pubblici e divulgativi, i balestrieri volterrani illustrano sia elementi inerenti l’aspetto tecnico del tiro, sia come si è sviluppata la balestra nella storia e l’importanza che la stessa arma ha avuto a Volterra.

Nel 2014 con l’inaugurazione del “Museo del tiro con la Balestra”, creato dentro la sede della Compagnia Balestrieri, è stato rinforzato il percorso con le scuole del territorio, un dialogo continuo con l’assessore all’Istruzione e alla Cultura, al fine di strutturare eventi per coinvolgere la cittadinanza e le scuole di ogni grado.

La ricerca e l’attenzione ai particolari nell’organizzazione delle manifestazioni è diventato un punto fermo per la stessa Compagnia, tanto da meritare testimonianze significative, come l’ottenimento di patrocini importanti per le proprie manifestazioni e la partecipazione ad eventi di rilievo, come ad esempio Expo Milano per l’anno 2015. Ed in questo senso, il mantenimento del riconoscimento ottenuto con l’iscrizione dell’Associazione nell’Albo delle Associazioni di rievocazione e ricostruzione storica della Toscana, e con i due eventi nell’Albo delle Manifestazioni di rievocazione storica istituito con la Legge Regionale n.5/2012, è simbolo dell’alto livello raggiunto.

Arroccata su di un colle, a 545 metri d’altitudine, Volterra domina e divide la Val di Cecina e la Val d’Era. La sua posizione isolata, distante dal mare e dai principali insediamenti urbani, ha favorito nel corso dei secoli il crescere della sua importanza strategica.

Ricca di storia e cultura, Volterra conserva ancora oggi edifici che raccontano la sua storia.

È racchiusa nell’antica cerchia muraria ed è possibile distinguere le mura etrusche da quelle medievali risalenti al XIII secolo. Quattro sono le porte d’accesso al centro storico della città: Porta Selci e Porta dell’Arco, del periodo etrusco, Porta San Francesco e Porta Fiorentina, di epoca Medievale.

All’interno della cinta muraria è rimasto pressoché intatto l’antico borgo che si sviluppa intorno alle due piazze principali: Piazza dei Priori e l’attigua Piazza San Giovanni, la prima, centro della vita politica, la seconda fulcro di quella religiosa.

La Piazza dei Priori, rappresenta il cuore medievale della città, essa è delimitata dal Palazzo dei Priori uno degli edifici comunali più antichi della toscana, la sua costruzione probabilmente risale al 1208.

Una torre pentagonale, aggiunta dopo il 1846 contribuisce ad conferire un aspetto austero all’edificio. Un altro edificio presente nella piazza è il Palazzo Pretorio, anch’esso duecentesco come il Palazzo dei Priori è protetto dalla Torre Merlata dei Podestà, in cima alla quale è posta la scultura raffigurante un piccolo cinghiale e pertanto è chiamata ‘Torre del Porcellino’.

Nell’attigua Piazza San Giovanni è situato il Duomo, la cui struttura si ‘innesta’ nella parte posteriore del Palazzo dei Priori. Eretto nel XII secolo, in stile romanico, presenta una facciata decorata da un rosone centrale e coronata da un timpano. Di fronte al Duomo è posizionato il Battistero, il cui fronte è rivestito di fasce marmoree bianche e verdi e di un portale romanico, al suo interno opere di artisti del Rinascimento tra i quali Andrea Sansovino.

Sul punto più alto del colle volterrano è situata la fortificazione della città, costituita da due fabbricati, la Rocca Vecchia, risalente al 1343 e caratterizzata da una torre semiellittica, detta la ‘Femmina’, e la Rocca Nuova, fatta innalzare da Lorenzo De Medici, costituita da una fortificazione a pianta quadrata sulla quale svetta un torrione più alto detto il ‘Mastio’. Le due fortificazioni sono collegate da un Cammino di Ronda.

Sede

Viale Vittorio Veneto 2,
Volterra, PI

Eventi

La Colleganza

Aprile

Ut Armentur Balistari

Giugno

Ludus Balistris

Agosto