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Balestra Manesca

Balestrieri di Senigallia

By | Balestra Manesca

FONDAZIONE

2016

ADESIONE

2016

PRESIDENTE
  • Greganti Daniele Fiordelmondo
TELEFONO
  • +39 347 6515823
EMAIL
  • balestrierisenigallia@gmail.com

L’associazione si occupa della promozione e della divulgazione dell’attività di tiro con la balestra storica manesca, tiro con arco storico, lancio di coltelli e combattimento con spade.

Durante le manifestazioni (storiche e non) propone una rappresentazione di un accampamento del XV-XVI sec. di uno dei tanti reparti militari di Giovanni della Rovere. Al suo interno il pubblico ha la possibilità di poter provare a destreggiarsi con il tiro con l’arco, il tiro alla balestra manesca, il combattimento con spade e lancio di coltelli.

Nelle rievocazioni storiche l’associazione propone un’esibizione di tiri di precisione con arco, balestra e combattimento di spade.

La città di Senigallia venne fondata tra il 389 ed il 383 a.C. dai galli Senoni guidati da Brenno, che ivi si stabilirono probabilmente per la conformazione del luogo.

La Città originariamente sorgeva su di un’altura che dominando il guado circostante, rappresentava un punto strategico di avvistamento e difesa dai nemici. La “Capitale dei Galli in Italia”, così venne definita dagli storici Senigallia, venne “rifondata” dai romani dopo la battaglia di Sentino del 295 a.C., con la quale Roma si impossessò dell’Etruria, dell’Umbria e del territorio compreso fra Ariminum ed il fiume Esino (Ager Gallicus), fu allora che la città venne rinominata Sena Gallica.

Il periodo romano vide la crescita demografica della città che divenne uno dei centri propulsori dal punto di vista economico ed anche militare (strategico fu il contributo della Colonia di Senigallia durante la Battaglia del Metauro nel 207 a.C.).

Dopo il Sacco dei Visigoti, che colpirono la Città nel 400 d.C. ed il Sacco dell’Urbe, avvenuto nel 410 d.C., la città passò sotto dominio Bizantino (dopo la caduta dell’Impero d’Occidente avvenuta nel 476 d.C. con la deposizione di Romolo Augustolo).

Sinigallia, com’era conosciuta la città nel Medioevo, visse un periodo di pace e prosperità protrattosi fino al XIII secolo, quando a seguito di scontri con le città di Fano e Jesi e delle Guerre fra ghibellini e guelfi, la città venne spogliata delle proprie ricchezze e delle proprie imponenti strutture difensive, tra le quali le possenti mura, fatte abbattere da Manfredi di Hohenstaufen (di Sicilia).

La città rivisse per volere di papa Gregorio XI che incaricato il Card. Egidio Albornoz di consolidare il potere temporale della Chiesa nello Stato Pontificio, dopo la Cattività avignonese (1309-1377), fece riergere le mura abbattute e potenziare le strutture difensive (tra cui un imponente torre romana contenuta tra il fiume Misa e il torrente Penna), restituendo nuovo impulso vitale alla città.

Questa nuova forza vitale si consolidò con l’avvento al potere dei Malatesta, signori di Rimini ed in particolare di Sigismondo Pandolfo Malatesta, il lupo di Rimini, che optò per una politica di ripopolamento e riorganizzazione della città.

Siamo nel 1450 ed il Malatesta è all’apice del suo potere i suoi personali domini si estendono da Rimini fino a Senigallia, egli infatti ha già conquistato da tempo Fano, Pergola e Mondavio e anche se Pesaro gli sfugge, il suo dominio, anche grazie a campali vittorie contro l’esercito Aragonese e Federico da Montefeltro, è pressoché assoluto.

La Nova Civitas, tuttavia, è ambita anche dalla famiglia dei della Rovere, un’importante casata genovese che con la nomina a successore di Pietro di un suo esponente, Sisto IV, al secolo Francesco della Rovere, non nasconde le proprie ambizioni in ambito politico e militare, l’obbiettivo di Sisto IV è mettere a capo dei territori limitrofi il Ducato di Urbino, suo nipote Giovanni della Rovere.

Le mire di Sisto IV risparmiano Fano e Jesi, ma non Mondavio e Senigallia, legate fra di loro per motivazioni di tipo socio-politiche.

Nel 1474, soggiorna presso la fastosa residenza di Giuliano della Rovere, fratello di Giovanni e futuro papa Giulio II. Il papa lo nomina “Gonfaloniere di Santa romana Chiesa” e Duca di Urbino; tutto questo in cambio della mano della figlia Giovanna Feltria, che andrà in sposa a Giovanni della Rovere. Risolto il problema del Montefeltro, Sisto IV combina il matrimonio fra i giovani, che si sposeranno effettivamente solo anni dopo, Sisto IV investe Giovanni della Rovere della Signoria di Senigallia e del Vicariato di Mondavio.

I 25 anni del dominio del primo roveresco furono i più floridi per la Signoria di Senigallia, l’affluenza di denaro fu senza precedenti, le truppe al servizio di Giovanni della Rovere sono fedelissime e tutte provenienti dal territorio della Signoria e del Vicariato, il grosso dell’esercito staziona a Senigallia in difesa della città. Il della Rovere investito nel contempo, a seguito della morte del cugino Leonardo, del titolo di Duca di Sora ed Arce e poi di Praefectus Urbis, continua la sua militanza nella Compagnia Feltresca, dirigendo operazioni militari per il suocero, guidando le sue proprie milizie, difendendo la Chiesa e i Territori della Signoria di Senigallia, del Vicariato di Mondavio e del Ducato di Urbino.

L’opulenza della Signoria dei della Rovere e la grandezza della città sono testimoniate dalla costruzione della maestosa Rocca Roveresca.

La Rocca Roveresca di Senigallia rappresenta uno dei più significativi esempi di arte militare del XV sec.; venne realizzata a partire dal 1476, quando il Duca Giovanni della Rovere affidò all’architetto Luciano Laurana, al servizio del Duca di Urbino, il compito di rivedere gli ambienti della precedente torre malatestiana costruita sui ruderi della fortezza Albornoziana del XIV sec. e della precedente torre romana.

I lavori di revisione della torre, che doveva trasformarsi in residenza ducale d’emergenza e ricovero per le truppe, terminarono nel 1480, anno in cui, l’architetto militare Baccio Pontelli, iniziò la costruzione del reparto difensivo.

La costruzione venne terminata definitivamente nel 1482, anche se già dal 1479 compaiono sulla rocca le “insegne”: “IO DUX-IO PRE”, cioè “IOANNES DUX (SORAE ET SENOGALLIAE) – IOANNES PRAEFECTUS URBIS” (Giovanni Duca di Sora e Signore di Senigallia- Giovanni Prefetto di Roma”.

L’imponente bastione centrale venne circondato da una robusta cinta muraria e ai lati della struttura quadrangolare vennero costruiti 4 ciclopici torrioni Circolari. La rocca era collegata per vie sotterranee con il Palazzo Ducale e tramite il ponte levatoio alla piazza antistante.

Sede

Via Michetti, 32
60019 Senigallia AN

Eventi

“Balestrieri del Rosone” del Borgo S. Maria della Tomba – Sulmona

By | Balestra Manesca

FONDAZIONE

2017

ADESIONE

2017

PRESIDENTE
  • La Civita Angelo
TELEFONO
  • +39 347 2933090
EMAIL
  • borgotomba@gmail.com

L’associazione ha lo scopo di partecipare attivamente alla rievocazione storica della “Giostra Cavalleresca” di Sulmona ed alle manifestazioni ad essa connesse.

A tal fine promuove la partecipazione di tutti i simpatizzanti del Borgo alle predette manifestazioni. L’Associazione fa propri i principi ispiratori del Progetto Giostra Cavalleresca di Sulmona, alla quale riconosce il ruolo direttivo ed organizzativo.

Le modalità dei rapporti tra le diverse componenti del Progetto, il funzionamento delle manifestazioni, i rapporti con gli altri Borghi e Sestieri e altri enti coinvolti, ed ogni altra materia riguardante la partecipazione dell’Associazione al Progetto Giostra Cavalleresca, sono definiti con appositi atti tra l’associazione Borgo S. Maria della Tomba, l’associazione Giostra Cavalleresca di Sulmona e altre associazioni e/o enti.

L’Associazione ha, inoltre, lo scopo di favorire l’aggregazione tra i Soci, di qualsiasi età e appartenenza sociale senza discriminazione alcuna; promuovere assistenza morale e solidarietà sociale tra i Soci; organizzare, promuovere e sostenere le tradizioni storico – culturali, popolari, ricreative e sportive, artistiche, folcloristiche e gastronomiche locali e regionali.

Sulmona (anticamente Sulmo) è un comune di circa 30.000 abitanti della provincia dell’Aquila in Abruzzo. È il terzo comune più popoloso della provincia (alle spalle dell’Aquila ed Avezzano). Situata nel cuore dell’Abruzzo, a ridosso del Parco nazionale della Majella, Sulmona è nota nel mondo per la secolare tradizione nella produzione dei confetti. Inoltre è sede vescovile dell’omonima diocesi Sulmona-Valva.

Già oppidum dei Peligni, successivamente municipio romano, nel 43 a.C. Sulmo diede i natali al poeta latino Publio Ovidio Nasone. Nel Medioevo, per volontà di Federico II, fu dal 1233 al 1273 sede del Giustizierato d’Abruzzo e capoluogo amministrativo della regione. È tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della Medaglia d’Argento per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Sulmona sorge al centro della Valle Peligna, tra i torrenti Vella e Gizio, ad ovest delle montagne della Majella e del Morrone, che sovrastano la città.

Il territorio della Valle Peligna, il cui nome deriva dal greco peline = “fangoso, limaccioso, in età preistorica era occupato da un vastissimo lago. In seguito a disastrosi terremoti la barriera di roccia che ostruiva il passaggio verso il mare dell’acqua crollò; in compenso il terreno rimase fertile.

Sede

Corso Ovidio, 96
Sulmona, AQ

Eventi

Gruppo Arcieri, Balestrieri Storici e Corte Roveresca di Mondavio

By | Balestra Manesca

FONDAZIONE

1999

ADESIONE

1999

PRESIDENTE
  • Campolucci Sylvie
TELEFONO
  • +39 338 4112060
EMAIL
  • turismo@mondavioproloco.it

La compagnia Balestrieri nasce all’interno del Gruppo storico in risposta alla necessità di offrire una ulteriore proposta nello spettacolo che la Pro loco di Mondavio andava promuovendo (rappresentazioni di vita rinascimentale).

Partita con pochi elementi e strettamente collegata al gruppo storico nei primi anni; successivamente ha cominciato a muoversi in autonomia. Sia verso la LITAB che verso altre forme di intrattenimento di cui negli anni si era venuto a creare una richiesta in tal senso.

Si è incominciato a ricreare e proporre “accampamenti di tipo militare” dove accanto a scene di vita quotidiana di un istallazione militare è presente anche la possibilità di provare la balestra. Inizialmente solo campi di tiro e poi via via anche ambientazioni di vita all’ interno del campo.

Iniziativa sempre più apprezzata negli anni che ha permesso di estendere il raggio di azione della proposta offerta sempre più lontano dalla propria area geografica.

La possibilità di utilizzare un “accampamento” è stata valorizzata anche dalla Pro Loco di Mondavio nell’ambito della sua manifestazione di rievocazione storica “Caccia al cinghiale”. Inoltre, durante la manifestazione organizza una gara tra contrade cittadine nello scenario della rocca roveresca.

Nell’anno 1999 la Compagnia balestrieri (attraverso la Pro Loco di Mondavio) si è iscritta alla LITAB e ha cominciato a partecipare alla vita associativa della federazione e ai vari tornei di balestra manesca. Dopo un periodo di esperienza e praticantato sono arrivate le prime soddisfazioni.

Negli ultimi anni la compagnia ha promosso e gestito un proprio torneo ,in abito LITAB, collegato alla rievocazione storica dove aveva il compito di inaugurare le giornate dell’evento.

Successivamente si è sentita l’esigenza di renderlo autonomo e quindi di spostarlo in altro periodo dell’anno al fine di inserirlo dentro la programmazione della federazione.

Negli ultimi anni la compagnia ha iniziato un ricambio generazionale che permetterà di continuare la propria attività negli anni a venire con rinnovata energia.

Il comune di Mondavio sorge su di un colle, a circa 20 km dal mare Adriatico, da cui si può benissimo vedere il monte Catria ed il Nerone. Il paese si trova tra due fiumi marchigiani, alla destra del Metauro ed a sinistra del Cesano, al centro delle rispettive vallate.

Fa parte della comunità Montana del Metauro.

Il nome di Mondavio si riscontra per la prima volta in un documento del 1178 e successivamente in un registro vaticano del 1289. Capoluogo di Vicariato con giurisdizione su ventiquattro castelli, conobbe diversi domini, tra cui quello dei Malatesta, di Alessandro Piccolomini, di Giovanni della Rovere, di Lorenzo de’ Medici e della città di Fano.

Il comune di Mondavio è stato insignito da luglio 2003 del riconoscimento della Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra, del Touring Club Italiano.

Ha molti punti di interesse tra opere religiose e civili:

  • Ex convento dei Cappuccini (1578) ) La Chiesa e il Convento recuperati e ristrutturati sono utilizzati come complesso ricettivo per convegni e congressi. I beni artistici che erano qui presenti sono custoditi nel Museo Civico di Mondavio.
  • Chiesa di San Francesco(1292/1700) Trasformata più volte nel tempo sino all’attuale configurazione del 1700, ha un’architettura semplice e maestosa, con tracce di barocco. La facciata è al rustico di cotto rosso antico, con contrafforti ai lati; singolare è il campanile affusolato a forma di pannocchia.
  • Collegiata dei Santi Pietro e Paterniano (1300/1563) L’edificio risale al 1300. È stata poi ristrutturata nel 1563; l’ultimo ampliamento è del XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Maria della Quercia (1500) La chiesa contiene interessanti affreschi del XVI secolo attribuibili ai pittori Presutti di Fano.
  • Rocca Roveresca (1482-1492, Francesco di Giorgio Martini). Il mastio ad otto facce domina la maestosa fortezza e si collega ad un camminamento, protetto da un torrioncino. Le sale interne conservano ancora, per la maggior parte, la pianta originale e sono attualmente utilizzati come spazi espositivi e museali, tra cui un’importante armeria.
  • Teatro Apollo (1600/1800) Il teatro fu costruito alla fine del XVIII secolo all’interno della quattrocentesca chiesa di San Filippo Neri e radicalmente ampliato nel 1887
  • Palazzo municipale: Coevo al convento francescano, conserva nella Sala Consiliare la preziosa pala della Madonna con Bambino di Carlo da Camerino del 1385, e al soffitto ha gli stemmi di Mondavio e dei dodici comuni del mandamento, creato nel 1860
  • Castello di Sant’Andrea di Suasa: Piccolo borgo con cinta muraria medioevale a 9 km dal capoluogo. Di antica origine benedettina fece parte anche del vicariato di Mondavio oltre ad essere stato comune fino al 1869

Tra le manifestazioni principali la rievocazione storica “Caccia al Cinghiale”. E’ una rievocazione storica che si tiene a Mondavio dal 12 al 15 Agosto. La manifestazione storica rievoca l’arrivo a Mondavio di Giovanni Della Rovere per la presa di possesso del vicariato, dono del Papa Sisto IV, in occasione delle nozze con Giovanna Feltria, figlia di Federico da Montefeltro. Filo conduttore è il Gruppo Arcieri, Balestrieri Storici e Corte Roveresca, creato in memoria di quei personaggi del passato che si sono distinti nel campo militare, nelle umane lettere, nelle leggi, e sono stati consiglieri di illustre famiglie italiane ed estere. Un importante evento che si tiene durante la manifestazione storica è l’immancabile banchetto rinascimentale, dove i commensali, vestiti appositamente, sono graditi ospiti di un personaggio che rappresenta il Duca Giovanni della Rovere, mentre musici e giullari allietano la serata e le ancelle e gli scalchi servono pietanze d’altri tempi. La festa raccoglie diversi spettacoli organizzati da giocolieri e maniscalchi, prima di godersi l’ormai celebre “Spettacolo dei Suoni e Luci” che ogni anno racconta una storia della mitologia classica rappresentativa dell’epoca e che culmina in un boato di fuochi d’artificio e nel simbolo principale della rievocazione: l’incendio alla Rocca roveresca.

Sede

Piazza Giacomo Matteotti, 15
Mondavio, PU

Eventi

Torneo di balestra Manesca “Giovanni della Rovere” Memorial Messer Veleno”

Agosto

Compagna Balestrieri San Michele – Mondaino

By | Balestra Manesca

FONDAZIONE

2001

ADESIONE

2001

PRESIDENTE
  • Bertuccioli Tiziano
TELEFONO
  • +39 339 8809635
EMAIL
  • tiziano@bertrom.it

La Compagnia Balestrieri San Michele di Mondaino è stata fondata nel 2001 da un gruppo di appassionati soci della locale Pro Loco e dalle quattro contrade mondainesi (Borgo, Castello, Contado e Montebello), organizzatrici del Palio del Daino.

La Compagnia prende il nome dal Santo patrono di questa terra, posta a confine tra Romagna e Marche.

Nel periodo medievale e rinascimentale i Malatesta di Rimini ed i Montefeltro di Urbino si contesero, con aspri scontri, la possente fortificazione che dominava questi luoghi.

Non vi sono notizie storiche, che parlano espressamente di balestrieri mondainesi, (buona parte dell’archivio parrocchiale è andato distrutto durante il secondo conflitto mondiale), tuttavia è certa la loro presenza, poiché lo stesso fortilizio era vigilato da una guarnigione armata, posta a controllo e tutela di queste terre di confine. Nello stendardo della Compagnia compare la rosa malatestiana, uno dei simbolo dei Malatesta signori di Rimini.

La Compagnia composta da 14 balestrieri armati di balestra manesca, interagisce con il Gruppo dei Musici del Corteo Storico di Mondaino, formato da 12 tamburi e da 8 chiarine, ed è iscritta alla L.I.T.A.B. dal novembre 2000.

Su un’alta collina della media Valconca, a 10 km dal mare adriatico dove un tempo pascolavano i daini e sorgeva un tempio dedicato a Diana, dea della caccia e protettrice delle selve, nacque un paese.

Il “monte dei daini” divenne un caposaldo della Signoria dei Malatesta sui confini con le terre dei rivali Montefeltro, duchi di Urbino.

Mura e porte fortificate, una potente rocca e tutta la struttura del paese ci parlano di questo passato che ogni anno rivive in una delle rievocazioni storiche più curate e coinvolgenti di tutta la Signoria e dell’intera Emilia Romagna.

Ma la storia ha regalato a Mondaino belle cose anche nei secoli successivi, come la sua singolarissima piazza circolare, i suoi palazzi e le chiese.

Il paesaggio fatto di campagne e macchie è ancora integro e rurale, pronto per essere attraversato e apprezzato in tutte le stagioni.

Sede

Via Roma, 6
Mondaino, RN

Eventi

Campionato Mondainese di Balestra Manesca

Agosto

Compagnia Balestrieri di Cerreto Guidi

By | Balestra Manesca
FONDAZIONE

2004

ADESIONE

2005

PRESIDENTE
  • Ragoni Claudio
TELEFONO
  • +39 0571 55108
EMAIL
  • balestrieridicerretoguidi@gmail.com

La Compagnia Balestrieri di Cerreto Guidi nasce nel Luglio del 2004 per volontà del Presidente della Pro Loco, che raccoglie la richiesta di alcuni balestrieri storici del Palio del Cerro.

Terra di antiche tradizioni rinascimentali nel cuore della Toscana.

Nel nostro territorio potrete visitare una delle più affascinanti Ville Medicee, oggi patrimonio dell’UNESCO, che ha legato indissolubilmente la sua storia a Cosimo e Isabella de’ Medici. Ma non fermatevi lì.

Un bel borgo medievale, animato da una comunità orgogliosa dei suoi secolari valori, ereditati dalla tradizione contadina, vi saprà accogliere con entusiasmo, regalandovi momenti unici, durante un ricco calendario di eventi e rievocazioni storiche, per l’intero periodo estivo.

Se amate passeggiare tra le vigne e gli ulivi, qui potrete vivere sensazioni uniche, rimirando prospettive mozzafiato nelle colline che si sviluppano tra l’Arno e il Montalbano. E se siete appassionati di birdwatching e di fotografia naturalistica, vi si offrirà l’opportunità di scoprire il Padule di Fucecchio, una straordinaria area palustre, che saprà donarvi, specie in primavera, attimi magici, tra i colori ed i suoni di una natura unica.

La degustazione del nostro vino e olio di ottima qualità, la migliore gastronomia offerta dai nostri ristoratori  e l’accoglienza cordiale dei nostri agriturismo, situati nelle più suggestive location di Cerreto, vi sapranno coccolare, durante tutto il vostro soggiorno.

Sede

Via Santi Saccenti
Angolo Piazza Vittorio Emanuele,
Cerreto Guidi, FI

Eventi

Balestrieri dell’Oca – Cagli

By | Balestra Manesca

FONDAZIONE

2004

ADESIONE

2005

PRESIDENTE
  • Giommi Giacomo
TELEFONO
  • +39 339 3731902
EMAIL
  • balestrieri.cagli@gmail.com

Nel rispetto dei criteri storici, oltre alle comprovate testimonianze che riportano certezze sulla presenza della balestra nel territorio Cagliese, nasce a Cagli la “Compagnia Balestrieri dell’Oca”.

Anche il noto annalista del 1600 Antonio Gucci che ne trae notizia dal libro della Cancelleria comunale, riporta che nella Città venivano disputati i tornei di balestra.

Nota storica di rilievo e per la Compagnia e per la Città di Cagli, la figura del cagliese Accorsoli Annibale, componente della corte del duca Federico di Urbino il quale ebbe l’onore della condotta dei balestrieri a cavallo e delle corazze del duca, combattendo al suo fianco.

I Balestrieri dell’oca nascono in seno all’Associazione Giochi Storici, la quale fa rivivere ogni seconda domenica di agosto il “Palio Storico Giuoco dell’Oca”, dove i quattro quartieri storici si sfidano al famoso gioco per la conquista del Palio, una statua in ferro raffigurante un’oca,simbolo di San Geronzio, patrono della città, riportando Cagli nella seconda metà del rinascimento.

Dell’antica città romana di Cale, posta sulla via Flaminia che collegava Rimini a Roma, si hanno cronache sin dal IV secolo. Situata sulla principale arteria consolare che attraversava l’Appennino, essa dominava la valle dal promontorio della Banderuola.

L’ubicazione rimase sul colle sino al 1287, quando, sotto lo Stato della Chiesa, la città venne rasa al suolo da un incendio scoppiato durante la guerra tra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini.

Venne quindi operata una riedificazione sulla piana sottostante ove già si trovavano alcune delle Chiese che fanno parte del patrimonio architettonico della città.

Per volontà del papa Niccolò IV si operò questa traslazione nel 1289 e la città venne rifondata con il nome originale di S. Angelo Papale in onore al sommo pontefice che ne seguì la ricostruzione, possibile grazie anche al contributo di 57 città dello Stato Pontificio, come testimoniano gli stemmi che possiamo ammirare nell’omonimo salone del Palazzo Pubblico.

Libero Comune fino alla fine del 1300, in esso si svilupparono attività artigianali e manifatturiere tra le più importanti dell’entroterra. Dalla fine del XIV sec.

Cagli divenne uno dei capisaldi del Montefeltro: terza città per importanza, trampolino di lancio per la conquista dei territori umbri, Gubbio in testa, residenza prediletta del Duca durante i suoi viaggi in zona. Francesco di Giorgio Martini edificò una delle sue inespugnabili fortezze sulla sommità dell’odierno colle dei cappuccini, collegata alla Torre che ancora oggi svetta alle porte della città, mediante quel capolavoro di ingegneria militare che è il “Soccorso Coverto”: un passaggio sotterraneo recentemente restaurato che speriamo di poter visitare il prima possibile.

Nel 1631 Cagli tornò a far parte dello Stato Pontificio,ma mantenne un carattere autonomo grazie alle fiorenti attività avviate durante i secoli precedenti. Sede di conventi con presenza massiccia da parte dei Benedettini, Cagli fu testimone dell’attività di numerosi artisti di cui ancor oggi possiamo contemplare le opere: da Timoteo Viti a Giovanni Santi, da Raffaellino del Colle a Gaetano Lapis, fino agli stucchi del Brandani custoditi a palazzo Tiranni.

Sede

Via Guglielmo Marconi, 5
Cagli, PU

Eventi

Torneo della Balestra Città di Cagli

Giugno