Compagnia Balestrieri Waldum
Presidente: Vittori Andrea

Gualdo Tadino, Via Leopardi n. 11/a
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La Compagnia

A Gualdo Tadino l’uso della balestra come strumento da guerra è documentato sin dalla fine del Trecento. Nel 1393, il capitano di ventura Gualdana di Pietro, assoldato come Conestabile dalla città di Perugia, portò una milizia  di soldati a piedi da Gualdo che contava alcuni balestrieri. Nella metà del Quattrocento la balestra a scopo bellico è presente in due inventari degli armigeri presenti nella Rocca Flea (1455 e 1459): “quindici balestre grosse da molinello […] 1264 verrettuni ferrati […] doy croci de legne per balestre a bancho […] quatro banchi forniti da carcare balestre”. Inoltre, il tesoriere della Camera Apostolica forniva alla città sei fiorini ogni semestre per l’acquisto di balestre ed altre armi. Nel 1519, un decreto del Legato pontificio, il Cardinale Antonio del Monte, stabiliva che una parte dei proventi della Fiera di San Michele Arcangelo, che si svolgeva ogni anno a maggio, fosse destinata alla sfida tra balisteriis che si contendevano il palio.

E’ proprio nel segno di questa sfida che, ai giorni nostri, i balestrieri gualdesi, ogni anno, nell’ultimo sabato di settembre, durante i “Giochi de le Porte”, divisi con i colori dei quattro rioni (San Benedetto, San Donato, San Facondino e San Martino), si contendono l’ambito trofeo.

La Compagnia Balestrieri Waldum nasce il 22 settembre del 1987 ad opera di un gruppo giovani appassionati della storia della città e aderisce alla LITAB nel 1988. Nel 1989 partecipa al suo primo campionato nazionale. Tre sono stati i campionati italiani organizzati dalla Compagnia: 1990, 2000 e 2010.
Nelle sue partecipazioni ai campionati nazionali la Compagnia gualdese ha ottenuto tre primi posti (1990, 1999, 2009), un secondo (2012) ed un terzo posto (2013) nel tiro individuale e un secondo posto (1990) e due terzi posti (1993, 2002) nel tiro a squadre.


Città di Gualdo Tadino

Nota con il nome di Tarsina, venne assoggettata a Roma cambiando denominazione in Tadinum. Municipio romano, divenne una città florida con un tessuto urbano di quasi tredici ettari di superficie. I Goti di Alarico, dirigendosi verso Roma nel 409 d.C., saccheggiando e distruggendo quanto trovavano lungo la via Flaminia, le inflissero il primo duro colpo della sua storia. Nel IV secolo era già sede vescovile. Il suo territorio fu teatro della famosa Battaglia di Tagina (552 d.C.), durante la quale il generale bizantino Narsete sconfisse l’esercito dei Goti, guidato da re Badwila, detto Totila, che perse la vita sul campo. Qualche anno dopo, con l’arrivo dei Longobardi, il territorio tadinate entrò a far parte del Ducato di Spoleto. Distrutta definitivamente da Ottone III, imperatore del Sacro Romano Impero, nel 996, la città cambiò nome prendendo il nome longobardo Gualdo (luogo boscoso) e gli abitanti si rifugiarono in Val di Gorgo, alle pendici del Serrasanta. Distrutta da un violentissimo incendio, venne ricostruita nel 1237 intorno all’abbazia di S. Benedetto, sull’attuale Colle Sant’Angelo (il santo dei Longobardi), dominato dalla Rocca Flea, divenendo libero comune sotto la protezione di Federico II di Svevia. Contesa tra Gubbio e Perugia, successivamente si sottomise malvolentieri a Perugia prima di essere consegnata allo Stato della Chiesa da Iacopo P. Canino (1458).

La città venne seriamente danneggiata nel 1751 da una forte scossa tellurica che cancellò gran parte delle sue caratteristiche tardo-medioevali. La Rocca Flea custodisce attualmente un bel museo ricco di dipinti e arredi, tra cui un famoso polittico del secolo XV di Nicolò detto l’Alunno e alcune tavole di Matteo da Gualdo.

Nel 1833, Papa Gregorio XVI conferì all’abitato il titolo di Città con il nome di Gualdo (Waldum) Tadino (Tadinum) e nel 1860 venne annessa al Regno d’Italia.

La città possiede ricchezze architettoniche e storiche di rilievo come la Rocca Flea (XII secolo), la Chiesa Monumentale di San Francesco (XIV secolo), il Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti”, la Casa Cajani, centro culturale, la Basilica cattedrale di San Benedetto (XIII secolo) con la fontana esterna (XVI secolo), il Palazzo del Podestà e la Torre Civica (XII secolo), la Chiesa di Santa Chiara (XIII secolo), gli scavi archeologici della Tadinum romana e la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta in Pieve di Compresseto (XI secolo).


Rassegna Stampa

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